Il Sole 24 Ore 5/9/2011, 5 settembre 2011
SE I CLASSICI FANNO ODIARE LA LETTURA
In questi giorni di calura agostana, nelle località di villeggiatura si aggirano giovani con strani involti che spuntano dalle borse e dagli zainetti: sono i libri – intonsi – per le letture estive che i loro insegnanti hanno lasciato “per le vacanze”: I Malavoglia, Il fu Mattia Pascal, La coscienza di Zeno eccetera. Ferma restando che l’attitudine alla lettura dovrebbe essere coltivata e incoraggiata da parte degli adulti professionisti con maggiore equilibrio e leggerezza, un dato rimane inconfutabile: l’indebolimento dell’insegnamento della letteratura nei curricula delle superiori. La difficoltà della scuola italiana a dialogare con l’immaginario estetico delle giovani generazioni, che sempre meno si riconoscono nei miti e nei modelli culturali della letterarietà tradizionale. Ciò rende indifferibile la necessità di fissare un nuovo canone di letture scolastiche significative e di buona leggibilità, che comprenda la narrativa rosa, il romanzo giallo, umoristico, poliziesco ecc., per allargare il campo della letterarietà e essere più in sintonia con le capacità ricettive degli studenti. La scuola farebbe bene a non guardare con sufficienza i testi che appartengono alla letteratura di “intrattenimento” e ad assumerla come oggetto di insegnamento. .
Lorenzo Catania
Catania