lu. fi., Nòva24 4/9/2011, 4 settembre 2011
CONTRO IL CONTAGIO TELEFONICO
La sicurezza dello smartphone è un problema sottovalutato perché oggi il cellulare è anche, e soprattutto, uno scrigno con tutte le informazioni private. Dunque rappresenta un oggetto "personale": foto, email, documenti, musica e file per l’attività lavorativa. La "perdita" dei dati va scongiurata attraverso un software accessorio che, di solito, offre funzioni di backup e cancellazione remota, in abbinamento a quelle di antivirus. Queste ultime contro i malware, applicativi potenzialmente dannosi per lo smartphone che oggi sono un pericolo concreto.
Basti pensare, per esempio, che periodicamente Google provvede a eliminare dall’Android Market le applicazioni pericolose. Secondo un recente studio di Juniper Networks, i malware per Android sono aumentati del 400% nel corso dell’ultimo anno, proprio a causa dell’application store che permette la pubblicazione di qualsiasi software. Inoltre, l’85% per cento del campione preso in considerazione da Juniper era sprovvisto di sistema di protezione. Un’opportunità da non perdere per gli sviluppatori di virus & co. Tanto che nel 2010 i malware "mobili" sono aumentati con un fattore di due volte e mezzo e il 61% sono di tipo spyware, cioè tentano di accedere ai file personali e di prelevarli, o quantomeno di utilizzarli per scopi non ben precisati.
Symantec richiama l’attenzione sugli attacchi mirati, anche a causa di sempre nuove vulnerabilità scovate nei dispositivi mobili (erano 115 nel 2009 e sono diventate 163 nel 2010). Per non parlare dell’uso dei social network come veicolo per propagare a macchia d’olio collegamenti pericolosi. Rischi reali: tanto che in azienda, prevede Gartner, nel giro dei prossimi due anni saranno profondamente riviste le policy di sicurezza. E se Android piange, tutto sommato a causa della sua filosofia open, iPhone e BlackBerry non ridono. Apple vigila in modo rigoroso sull’App Store, ma a volte capitano software che vanno rimossi. Finché il Melafonino non è sbloccato con il jailbreak, e quindi non può accedere a cataloghi di app diversi da quello ufficiale, non si corrono rischi in virtù del rigido controllo attuato a Cupertino. Ma prima o poi anche iOs dovrà misurarsi con il problema dei malware, soprattutto con il diffondersi delle web app. Così come BlackBerry Os, troppo presente in ambito aziendale per passare inosservato, tanto che alcuni addetti ai lavori ipotizzano possa essere il prossimo terreno di conquista. Cambierà tutto con l’avvento di Qnx, la nuova piattaforma su cui sta lavorando Research in Motion. Ancora limitata la quota di Windows Phone 7 per essere preso di mira, mentre per Symbian non si registrano novità di rilievo. In ogni caso, la migliore difesa è evitare di installare app o di accettare Sms/Mms provenienti da fonti dubbie. Non basta non fidarsi, è consigliato un software apposito per dormire tranquilli.