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 2011  settembre 04 Domenica calendario

QUESTA FACCIA NON HA PIÙ SEGRETI

La polizia di Londra ha già tentato di usare software di riconoscimento facciale per identificare i rivoltosi, durante i recenti scontri, ma con scarso successo: la qualità delle riprese era troppo scarsa. Ecco perché l’University of the West of England sta lavorando a un software, Photoface, in grado di identificare le persone anche quando la luce e la messa a fuoco sono scarsi. Ci riesce creando un modello 3D a partire da un gruppo di immagini bidimensionali. Per il resto, sfrutta i principi base del riconoscimento facciale di individui: misura le proporzioni nel volto (grandezza del naso, distanza degli occhi…) e le confronta con quelle di altre persone già identificate (presenti in un database). Lo scopo è individuare ricercati o identificare autori di crimini nelle aree coperte da telecamere. Ma anche ritrovare persone scomparse: la polizia turca ha già trovato 1.700 bambini, in questo modo, con una tecnologia creata dall’University of Dundee (Regno Unito). È abbinata a un software che prevede le possibili modifiche del volto con l’avanzare dell’età del bambino. Altri sistemi di riconoscimento facciale sono già però alla portata di tutti. Facebook da giugno integra la tecnologia nel tagging delle foto. Google forse seguirà a ruota: a fine luglio ha acquisito PittPatt, azienda specializzata in questa tecnologia. Certo, c’è qualche rischio: la data protection authority tedesca ad agosto ha accusato Facebook di aver creato, illecitamente, il «maggiore database di informazioni biometriche al mondo», e lo intima a eliminare questa funzione. Il fenomeno però avanza: così ci sono già applicazioni come SocialCamera, che sfruttano il database di immagini su Facebook. Scattiamo una foto (su iPhone o un cellulare Android) e SocialCamera identifica all’istante gli utenti Facebook raffigurati.

Si rivolge agli esercizi pubblici, invece, SceneTap. Il locale manda ai server di SceneTap le immagini riprese dalle proprie telecamere e riceve poi, a pagamento, un rapporto analitico sulle caratteristiche degli avventori. Scopre così, in automatico, l’età media della clientela, la percentuale di maschi e femmine, per esempio. Può servire alle proprie strategie commerciali. Anche i normali utenti possono accedere a queste informazioni, su un locale, installando Scenetap su iPhone o Android. In questo caso, diventa uno strumento di marketing e fidelizzazione del pubblico. Aderiscono al momento 250 bar a Chicago. Come si vede, SceneTap segue un diverso sistema di riconoscimento facciale: non individua persone specifiche, ma classi (età, genere), confrontando i dati antropometrici rilevati con alcuni parametri statistici. Può individuare sia persone sia classi, invece, la tecnologia di Viewdle, che entrerà nei primi set top box tv negli Usa da questo Natale. Personalizza la pubblicità e la programmazione televisiva, via internet, in base alle caratteristiche delle persone sedute di fronte allo schermo. Il tutto è possibile perché il tasso di errore dei sistemi di riconoscimento facciale è ormai accettabile: 0,29% nel 2010, contro il 79% del 1993, secondo uno studio di National Institutes of Standards and Technology.