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 2011  settembre 04 Domenica calendario

L’ ESUBERANTE TROP PLAYER NEL PROGETTO IMPORTANTE - AGGIORNAMENTO

come promesso, della lettura della palla di lardo. A mercato non chiuso le percentuali di scudetto erano incomplete: Milan 40, Juve 15, Inter, Lazio e Napoli 11, Roma 3. Ora sono queste: Milan 41, Juve 14, Lazio e Napoli 13, Inter 11, Roma 8. Non cambia granché: la Juve perde un punto per il mancato arrivo di uno stopper, Lazio e Napoli staccano l’ Inter che per grande colpo finale ha scelto Zarate. Infine, cresce la Roma per via di Pjanic, mentre non mi convince Osvaldo. Può sembrare un azzardo questa piccola apertura di credito nei confronti di una squadra rivoltata ma non rivoltosa (o non ancora). Lo è. I giocatori ci sono, il resto si vedrà. A proposito di giocatori, s’ è già visto che va molto di moda top player. L’ ha lanciata Marotta, questa formuletta, ci ha giocato sopra Conte chiedendo un bass player (ideale per un gruppo rock, la traduzione è bassista), ci hanno ricamato sopra molti tifosi, chiedendosi se in italiano mancassero parole per illustrare il concetto. Ma lo sono chiesto anch’ io e mi sono risposto che la battaglia è persa, l’ inglese è better e l’ italiano è bitter. Ho pensato a escort, e poi a un’ estate estatica tra lo spread del bund e il default, al rating così diverso dal rafting. Spending reviewe downgrade mi sono apparsi in sogno (penso, dunque sogno) o forse era un incubo, dovevo ancora digerire bipartisan, gossip e trendy. Ho letto un titolo: fondi sotto stress. A forza di toccarlo, il fondo soffre? Ho pensato ai miei genitori che mi dicevano: parla come mangi. Light, perché leggero non lo usa più nessuno. Fa shopping anche chi vaa comprare un chilo di melanzane. Il top player, riflettendoci sopra, ha delle alternative: il pop player. Piace su vasta scala, gode di ampia popolarità, ha molti tatuaggi (più ne ha più è popolare), spesso non conosce più di 400 parole e picchia come un fabbro. Se si fa fotografare in mutande è ancora più pop, se la mutanda è firmata il pop è alle stelle e poi è ovvio che la mutanda sia firmata. Meglio, trattasi di griffe. Non si può far risalire tutto al politically correct: se uno spazzino preferisce esser chiamato operatore ecologico, sia. Ma in virtù di che un parrucchiere si trasforma in hair stylist ? Non si sa. Si sa chi potrebbe essere un coop player, un giocatore così costoso che per ingaggiarlo bisogna fondare una cooperativa. Se poi si trasferisce al Liverpool diventa un Kop player. Il vero problema del nostro calcio, però, va sotto questa voce: trop players. Il Corsera di ieri ha contato quelli di A, i tesserati sono circa 800, troppi. Se tutti i club parlano di rose da restringere e poi le allargano (rosone, non rosette) una ragione ci sarà e secondo molti si chiama plusvalenza. E’ il folto gruppo di trop players ad avere scatenato un canaio sull’ articolo 7. Un cambio d’ allenatore e chi era indispensabile diventa esuberante (altra micidiale invenzione, esuberante). E non vorrà mica allenarsi con gli altri, ’ sto zozzone? Secondo me l’ allenatore nuovo, nel migliore dei casi, dovrebbe presentarsi dal presidente con la lista di chi ingaggiare e di chi tagliare, anziché dire negli ultimi tre giorni di mercato chi tagliare, perché c’ è il rischio (e lo si nota) che a quel punto non lo voglia nessuno. Se poi succede che fa tutto il presidente, amen. Cellino e Zamparini, due specialisti, hanno licenziato l’ allenatore prima ancora che cominciasse il campionato. Dovrebbe esserci la coda per andare in queste belle città di mare. Non solo per il clima, ma perché si è sicuri di lavorare un mese, forse meno, e di essere pagati per un anno, o anche più. Nella speranza che top player vada in disuso (out) ci sono altre parole lanciate in ambito calcistico. Una, e credo che l’ iniziatore sia stato Delneri, è l’ aggettivo importante. Giocatori importanti (quasi top player), prestazione importante, classifica importante, obiettivi importanti, rimonta importante, infortunio importante, avversario importante, squadra importante, futuro importante. Importante che non sia importato, il tormentone nasce da solo. Il più recente è casta. Dai politici ai calciatori , più veloce di Bolt. Starter Galliani, primo staffettista Calderoli. La casta siamo noi? No, la casta siete voi. Quando costa la casta? Butta la casta (coro dal fondo). Casta canta (finché dura). Casta conta (pare di sì). Caste in tavola (pure lì). Caste caste (quando mai). Un vassoio di caste. Un casting. Altra parola: progetto. Non in assoluto, ma per come viene usata nel calcio. Arriva un top player? Uso come un esorcista questa formula, vorrei vederla scomparire, prego perché scompaia ma so di non essere un top prayer. Arriva e nella prima intervista dice che è entusiasta del progetto, che sposa il progetto. Può essere Forlan, Vidal, Gago, e li invidio molto perché questo benedetto progetto che loro capiscono subito e li entusiasma io non l’ ho ancora visto né sentito, forse ai giornalisti lo tengono nascosto (progetto protetto), e comunque nel progetto a volte c’ è il bonus. Divertente quello che l’ Inter ha messo nel contratto di Zarate: un bonus dopo che avrà fatto dieci assist. A parte che dieci assist in una cinquantina di partite non sono molti, c’ è il rischio di confondere il giocatore, che alla Lazio non aveva di questi problemi: quasi sempre tirava lui, anche dalla bandierina del corner. Adesso il dilemma (concludo o assisto?) rischia di condizionarlo. E poi magari lo riconduce sulla retta via, quella che stabilisce che in campo c’ è un solo pallone. Un bonus diseducativo (suvvia,è come dire a un portiere che deve parare) può diventare educativo. E anche questo è calcio.