MARCO BELPOLITI, La Stampa 5/9/2011, 5 settembre 2011
Mappe elettroniche per smettere di pensare - Da quando possiede il Tomtom Andrea si sente più sicuro
Mappe elettroniche per smettere di pensare - Da quando possiede il Tomtom Andrea si sente più sicuro. La prima cosa che fa salendo in macchina è digitare sul piccolo schermo del navigatore satellitare l’indirizzo. In modo automatico, anche quando conosce già la strada. Ora Andrea è sicuro: non potrà più smarrirsi. Quella di non trovare la strada, di girare in tondo, di finire in un cul de sac, è un timore molto diffuso. Francesca cammina infatti tenendo in tasca il suo Smartphone; ci ha scaricato un’applicazione che le dice istantaneamente dove si trova: un pallino azzurro pulsa confermandole se si sta avvicinando alla sua meta. Oggi nessuno è più autorizzato a sbagliare strada, a meno che non lo voglia fare di proposito, come ricordano Kathrin Passig e Aleks Scholz in Perdersi m’è dolce... (Feltrinelli). Non si può neppure arrivare tardi a un appuntamento adducendo la scusa che non si trovava la strada. Con Google Maps noi sappiamo sempre dove siamo. In realtà, come sperimentiamo ogni giorno, questo non è del tutto vero. Continuiamo a perderci; anzi, probabilmente mai come oggi siamo persi. In effetti quello che ci manca non è tanto la destinazione, quanto piuttosto la cognizione dello spazio intorno a noi: la visione d’insieme. Un tempo a bordo delle automobili abbondavano le mappe della regione che si stava attraversando. Per raggiungere una meta era infatti indispensabile compiere un lavoro d’interpretazione: dalla mappa al territorio e dal territorio alla mappa; una continua messa a fuoco dello spazio intorno a noi, e insieme dello spazio cartografico della mappa. Oggi, quando si parte per un viaggio, la maggior parte delle persone stampa le cartine fornite da Google Maps: indicazioni stradali: versione muta del Tomtom. Ebbene, con questi fogli in mano la cui scrittura cartografica è molto povera in termini d’informazioni e di dettagli, non si ha mai una visione generale dello spazio che s’attraversa. Non ci sono mai luoghi trascritti sui fogli. L’orizzonte del viaggio si stringe ai dettagli: autostrade, strade, vie, incroci. Un impoverimento nella lettura del mondo intorno, effetto della visione pragmatica che i mezzi tecnici oggi dominanti (computer e web) c’impongono per economia e rapidità. Non ci perdiamo più perché ci siamo già persi; per cui, nella ricerca della strada giusta, non vale più il detto: sbagliando s’impara. Impariamo senza sbagliare. Ovvero, sappiamo già. Tomtom pensa per noi.