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 2011  settembre 05 Lunedì calendario

Pareggio di bilancio nella Carta Il pressing europeo sull’Italia - Una sorpresa consumata a porte chiuse, ma pur sempre una sorpresa

Pareggio di bilancio nella Carta Il pressing europeo sull’Italia - Una sorpresa consumata a porte chiuse, ma pur sempre una sorpresa. Il vertice all’Eliseo di Parigi, quattro giorni fa, era stato convocato per discutere della Libia, ma il padrone di casa Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, separatamente e inaspettatamente, vollero gratificare il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero per il suo scatto europeista. Presente, tra gli altri, anche Silvio Berlusconi, la Merkel si è rivolta a Zapatero e lo ha ringraziato per aver prontamente inserito nella Costituzione spagnola l’obbligo del pareggio di bilancio: «Ti ringrazio perché questa decisione aiuterà anche noi tedeschi a continuare nell’impegno europeo». Sarkozy, sempre per lo stesso motivo, ha esteso il suo grazie a tutti i politici spagnoli, che «hanno dimostrato di tenere più al futuro del proprio Paese che a quello del proprio partito». L’indomani, venerdì 2 settembre, le Cortes hanno approvato a larghissima maggioranza la proposta del governo spagnolo e nel corso di questa settimana, col via libera del Senato, la procedura sarà completata in tempi record. E l’Italia? Nei tempestosi primi giorni di agosto, dopo le esplicite richieste provenienti dall’Europa di aggiornare la nostra Costituzione, l’11 il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva convocato d’urgenza le commissioni congiunte Bilancio e Affari Costituzionali, annunciando una iniziativa a breve del governo. Da allora sono trascorsi 25 giorni, ma non risulta che si sia mossa foglia. Non c’è traccia di un disegno di legge governativo nei comunicati dei due ultimi Consigli dei ministri e d’altra parte «nessun testo è giunto al Senato», dice Enrico Morando, che sulla manovra è il capofila dell’opposizione a palazzo Madama. E alla Camera? «A tutt’oggi non sono pervenuti testi - dice Giorgio Stracquadanio, esponente del Pdl agli Affari costituzionali - e domani intendo presenterò un testo analogo a quello di Nicola Rossi». La costituzionalizzazione del pareggio di bilancio non è un fregio formalistico. I tedeschi, il cui europeismo è sempre condizionato dal grande impegno finanziario da loro profuso nell’Unione, ma anche dalle remore della propria opinione pubblica - hanno provveduto già da due anni all’innesto costituzionale e da tempo spingono gli altri partner europei ad assumere un atteggiamento analogo. In Francia la procedura è a metà del guado, mentre l’Italia, a metà agosto, sembrava avesse messo il turbo. L’11 agosto, davanti alle Commissioni congiunte, il presidente della Affari Costituzionali Donato Bruno, rivelò che sei giorni prima il Presidente del Consiglio aveva inviato ai presidenti delle due Camere una lettera nella quale si «rappresenta la volontà del governo di formulare in tempi brevissimi un proprio progetto di riforma costituzionale». Su quella premessa, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si era prodotto in un interessante excursus storico sulla efficacia dell’articolo 81 della Costituzione (quello da revisionare) e alla fine aveva detto: «L’ideale sarebbe svolgere il lavoro tanto in fretta da non rispettare il vincolo dei mesi tra le due letture parlamentari». Da allora, alla Camera e al Senato sono state depositate soltanto proposte di legge di singoli parlamentari Pdl, mentre per il Pd dovrebbe far testo il ddl presentato dal costituzionalista Stefano Ceccanti, che recepisce lo schema adottato in Spagna, adattato all’articolazione costituzionale italiana. E proprio il derby con la Spagna può diventare imbarazzante. Due giorni fa ci ricamava il «Financial Times», mettendo a confronto la riforma costituzionale spagnola e le più recenti performance del premier italiano. Osserva il senatore del Pd Giorgio Tonini: «La reazione spagnola dimostra il colpo di reni di un’intera classe dirigente e quella approvazionelampo è stata già apprezzata dai mercati: venerdì lo spread tra Bund e Bonos spagnoli era stabile, mentre con i Bpt la forbice si era di nuovo allargata».