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 2011  settembre 05 Lunedì calendario

CONSOLARE UNA RAGAZZA IN LACRIME, RECUPERARE IL PALLONCINO DI UN BIMBO, AIUTARE CHI PERDE QUALCOSA L´ARTISTA MICHAEL LANDY STA CATALOGANDO I PICCOLI ATTI DI BONTÀ TRA SCONOSCIUTI: NE NASCERÀ UNA MOSTRA - LONDRA C´è

quello che fa una fermata supplementare per restituire un telefonino. Quello che trova le parole giuste per consolare una ragazza dal cuore infranto (e il fazzoletto per asciugarle le lacrime). Quello che fa ridere tutto lo scompartimento soffiando bollicine di sapone. Quello che organizza una catena umana per restituire un palloncino a un bambino.
Piccole buone azioni, per smentire il luogo comune secondo cui sui mezzi pubblici, specie nelle grandi metropoli, ognuno pensa ai fatti suoi ed evita perfino di fissare il prossimo negli occhi.
Accade nella metropolitana di Londra, la più vecchia, una delle più grandi e una delle più affollate del mondo: tre milioni di passeggeri la prendono ogni giorno, eppure anche fra di loro, a decine di metri sotto terra, pigiati gli uni contro gli altri e soffocati dal caldo, si compiono atti di gentilezza. Che adesso diventano una mostra, prima su Internet, poi reale, forse per dare l´esempio a tutti e renderci più buoni, anche quando viaggiamo in metrò.
Si chiama «Kindness on the Underground» (Gentilezza nella Sotterranea - che è uno dei modi in cui i londinesi chiamano il metrò), ed è ispirata dalla celebre battuta di un famoso dramma teatrale di Tennessee Williams, poi diventato film, «Un tram chiamato desiderio». Nella versione cinematografica, Blanche Dubois, interpretata da Vivien Leigh, dice a un aggressivo, sensuale Marlon Brando: «I have always depended on the kindness of strangers» (Mi sono sempre affidata alla gentilezza degli sconosciuti). E proprio questo è il concetto che l´iniziativa della metro londinese vuole sottolineare: un piccolo bel gesto compiuto fra persone che non si conoscono, e che probabilmente non si rincontreranno mai più. Finanziata da Art on the Underground, una campagna per portare poesie, letteratura, musica, arte nei lunghi corridoi e nelle non tanto confortevoli carrozze della metropolitana di Londra, la raccolta di questi atti di bontà è curata da Michael Landy, un artista concettuale inglese noto per uno show in cui qualche anno fa ha distrutto in un falò tutte le sue proprietà, vestiti libri oggetti, perfino il passaporto e la patente, per rimanere senza assolutamente niente. Le testimonianze di «gentilezze fra sconosciuti» (troppo comodo essere gentili con chi si conosce) vengono messe su un sito, art.tfl.gov, e le migliori saranno esposte tra qualche mese nelle stazioni della Central Line, la "linea rossa" che attraversa il cuore commerciale di Londra, correndo lungo Oxford street.
«Cerco le situazioni giuste per esplorare che valore ha oggi la gentilezza, che cosa significa e che tipo di scambio si verifica nel dare una mano al prossimo», dice l´artista responsabile del progetto. Qualche caso preso dal sito: Sandrine Paillasse, francese 33enne residente a Londra, ha appena rotto col fidanzato, scoppia a piangere, quando la coppia seduta vicino a lei sulla Piccadilly Line le dà un fazzoletto e le fa coraggio, dicendole, «tutte le tempeste passano». O Sam Parker, inglese 26enne, che perde il telefonino in metrò e vede al di là dello sportello richiuso un passeggero che lo ritrova e gli fa segno di proseguire fino alla stazione successiva, dove sarà ad attenderlo poco dopo, con moglie, tre figli e il suo cellulare. O Sarah, 24 anni, che porta allegria nell´intero scompartimento soffiando bolle di sapone. O Emily, 27, che esorta i compagni di viaggio a creare una catena umana per recuperare il palloncino di un bimbo in lacrime.
Perciò, la prossima volta che venite a Londra e prendete il metrò, fate una «gentilezza a uno sconosciuto»: forse vi sentirete meglio e potreste finire in mostra anche voi.