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 2011  settembre 05 Lunedì calendario

Ora il tradimento non vale più un divorzio - Dicono che sia più facile. Pro­prio quella che sarebbe la cosa più difficile, il perdono

Ora il tradimento non vale più un divorzio - Dicono che sia più facile. Pro­prio quella che sarebbe la cosa più difficile, il perdono. E invece i nu­meri, quelli raccolti fra gli avvoca­ti inglesi, provano qualcosa che il cuore e lo stomaco non vorrebbe­­ro accettare: che il tradimento fini­sce in archivio, scivola via come l’acqua incerti canali di scolo ben puliti, viene chiuso in un cassetto come una vecchia fotografia da di­menticare e via, si ricomincia. Le corna non sono più motivo di di­vorzio, non il principale almeno. È la prima volta da anni. Al primo posto una ragione ovvia, ma im­palpabile: non ci amiamo più; an­zi ci amiamo, ma non siamo più in­namorati; siamo cresciuti, siamo diversi, ci siamo allontanati. Ma l’affair, come lo chiamano gli in­glesi, quello no, non è più tanto grave: soltanto il venticinque per cento delle coppie lo indica come motivo di separazione, mai così poche. Gli avvocati (l’indagine è con­dotta da Grant Thornton ed è stata riportata dal Daily Telegraph ) di­cono anche che siano state le star, coi loro comportamenti così sfac­ciatamente infedeli, a influenzare la mentalità comune: tanto da ren­dere le corna non proprio norma­­li, ma comunque accettabili (l’ipo­tesi che i fedifraghi siano diminui­ti, ovviamente, non è nemmeno presa in considerazione). Per esempio, un paio di mesi fa la ex supermodella Linda Evangelista ha fatto sapere al mondo intero che il padre di suo figlio è Francois-Henri Pinault, il miliardario fran­cese sposato con Salma Hayek. L’attrice ha per caso battuto ci­glio? Ma no, scomporsi per le cor­na non fa diva. Ma neanche ma­schio: sono tanti e tante quelli che dichiarano, almeno a parole, che perdonerebbero, o lo hanno fatto, così, come si potrebbe raccontare che sì, quel paio di jeans me lo comprerei. E poi, passiamo pure alla domanda successiva. Ma è possibile che all’improvvi­so qu­alcuno sia indifferente al tra­dimento, quando da sempre non si parla d’altro? Certo i numeri non dicono della sofferenza, dei ri­pensamenti, delle decisioni prese e cancellate e poi ribaltate di nuo­vo, delle notti insonni, i litigi, le la­crime, i sospetti, le insinuazioni, gli incubi che il perdono sia peg­gio del male, e il cal­vario non finirà mai. Però le percen­tuali sono chiare: il motivo più forte per dividersi è l’in­felicità, ventisette per cento dei casi, l’amore che non c’è più, e forse c’entra sempre col tradi­mento, ma più alla lontana, si potreb­be quasi dire che quella sia la teoria, e le scappatelle la pratica. Ma colpi­sce a­ncora una vol­ta una specie di spi­rito hollywoodia­no, quello che met­te in mostra soltan­to gli amori grandi, plateali, drammati­ci, e poi se magari c’è qualche mese di difficoltà allora tut­to pare grigio, inuti­le, da buttare. Nes­suno elogia l’ipocri­sia, è che anche dire «non siamo più innamorati» può suonare a volte così leggero, così facile, così da film: solo che poi in tribunale fi­nisci davvero, e scopri che non c’è glamour, c’è solo la tristezza, con il suo strascico di infinità burocra­tiche e meschinità personali. Per esempio: l’ottantadue per cento degli avvocati ha racconta­to che i loro clienti hanno riman­dato il divorzio per via della crisi, nella speranza di accordi migliori con le tasche piene. Perché va be­ne l’amore, va bene la passione, ma c’è pure il portafoglio,e a quel­lo non si comanda. Le star insegna­no, pure qui, ma forse la loro vita è soltanto più visibile, più spiata, non bisogna attribuire loro poteri che non hanno: semplicemente, si notano di più, parlano più spes­so e magari le loro parole sono co­me i numeri dei sondaggi, da pren­dere con le pinze. E allora forse la gelosia è fuori moda, o forse le cop­pie cercano di restare più solide, qualcuno perdona davvero, qual­cuno finge, magari è soltanto più facile parlare di grandi sentimen­ti, ineffabili, che di corna, così pro­saiche, così banali. Anzi poi capi­ta pure che siano loro, le celebrità, a fare la predica, come Gwyneth Paltrow che a Venezia ha bacchet­tato gli italiani, popolo di infedeli, ma pensa, allora tutta Hollywood è paese, alla fine.