Mauro Anelli, Leggo 5/9/2011, 5 settembre 2011
IN TEMPO DI CRISI L’EUROPA INVESTE NEGLI INSETTI
A Bruxelles, in tempi di crisi, le stanno pensando tutte per ridurre il rischio di impoverimento delle famiglie. Perciò, se la bistecca diventa un lusso e le pescherie hanno la porta blindata come le gioiellerie, si sta studiando un piano alternativo per dare una sterzata virtuosa alle abitudini alimentari degli europei. Scartato il farro e le alghe, gli esperti hanno individuato una enorme risorsa alimentare a portata di mano. Certo, un menù che include creature con minimo sei zampe desta qualche perplessità, ma a giustificare i tre milioni di euro stanziati per promuovere il consumo di insetti ci sono i dati snocciolati dai nutrizionisti: basso contenuto di grassi e colesterolo, ricchi di proteine e calcio, un sapore che potrebbe sorprendere anche i più scettici.
Il tema sembra caldo. A Londra c’è Graham Belcher che si è portato avanti col lavoro aprendo un ristorante, L’Archipelago, dove vengono serviti scorpioni al cioccolato, crème brûlee di api e insalatine di locuste. In Olanda il professor Marcel Dicke (uno di quelli che ha ricevuto parte del contributo Ue) sostiene che se abbiamo metabolizzato così velocemente il consumo di sushi, nel 2020 acquisteremo senza paura insetti al supermercato. Comunque, l’ennesima ricerca ci dice che ogni anno ingurgitiamo mescolati agli alimenti circa mezzo chilo di frammenti di insetti. In fondo, basterà aumentare un po’ la dose per dimenticare brasati e spigole.