varie, 5 settembre 2011
fare Cerignola, è un giovane rumeno il cadavere trovato nell’Ofanto di Antonio Tufariello CERIGNOLA - Ha finalmente un nome l’uomo rinvenuto cadavere martedì scorso nelle acque dell’Ofanto, all’altezza del ponte Zezza
fare Cerignola, è un giovane rumeno il cadavere trovato nell’Ofanto di Antonio Tufariello CERIGNOLA - Ha finalmente un nome l’uomo rinvenuto cadavere martedì scorso nelle acque dell’Ofanto, all’altezza del ponte Zezza. Si tratta di un cittadino romeno di 21 anni, Andrei Ioan Strtulat, da circa un anno residente a San Ferdinando di Puglia dove svolgeva saltuariamente l’attività di bracciante agricolo. L’identificazione è stata possibile grazie al lavoro dei carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Foggia e della Compagnia di Cerignola, coordinati dal Pm Antonio Laronga, ed alle risultanze dei riscontri sulle impronte digitali presenti nella banca - dati Afis, in quanto era stato schedato per piccoli precedenti per reati contro il patrimonio avvenuti nel nord Italia e controllato anche di recente dalle forze dell’ordine. A fornire elementi utili per l’identità del giovane, un ragazzone alto 185 centimetri che di certo non passava inosservato, anche alcuni suoi zii che vivono a Verona i quali, appreso dai giornali del ritrovamento del cadavere e verificato che i genitori, residenti in Romania non avevano notizie del giovane già da qualche tempo, si sono messi in contatto con i carabinieri di Cerignola che per parte loro avevano già decifrato anche il tatuaggio che l’uomo aveva sul collo, che potrebbe corrispondere al suo nome di battesimo. A quel punto, ulteriori riscontri effettuati nella cittadina della Bat, hanno permesso ai militari di effettuare una perquisizione nel pianterreno di via Squicciarini, dove la vittima abitava assieme a due connazionali ed in cui sono entrati utilizzando le chiavi trovate nella tasca dei pantaloni dello Strtulat. Nessuna indicazione è stata fornita dagli inquirenti riguardo a possibili elementi, acquisiti nella perquisizione, utili per risolvere questo giallo di fine estate. Sembra tuttavia che la scomparsa del romeno risalga a cinque giorni prima del ritrovamento del cadavere, rinvenuto riverso a faccia in giù nel fiume, con un blocco di tufo di 25 chili legato alla cintura con un robusto fil di ferro fatto scorrere nei passanti del pantalone. Il profilo della vittima, ora che ha un nome ed una storia, riduce e di molto l’ipotesi del suicidio. Pare infatti quasi impossibile, a detta di chi lo conosceva, che possa esser stato preda di uno stato psicologico tale da indurlo a togliersi la vita, anche se pare che talora, per cose forse private, viveva momenti oscuri. Prende corpo comunque anche l’ipotesi dell’omicidio. Da venerdì ed anche in queste ore, i carabinieri stanno interrogando diverse persone con le quali Andrei Ioan Strtulat, aveva avuto un qualsivoglia rapporto. Ed al setaccio stanno passando anche le abitudini di vita dell’uomo, mentre si attendono i riscontri medico - legali e tossicologici, rilevati nel corso dell’autopsia, che potrebbero fornire importanti risposte sulle cause della morte. Se non è stato un disperato suicidio, originato da motivi forti e di omicidio si è trattato è facile immaginare che ad agire, anche solo nella fase dell’occultamento del cadavere, siano state diverse persone, approfittando forse di un procurato stato di incoscienza del romeno, se è vero che sul suo corpo non sarebbero stati trovati segni di violenza. Sarebbe stato infatti praticamente impossibile, per una persona sola, aver trasportato il corpo, già di suo ingombrante, ed aver gestito la fase finale dell’occultamento di una tale mole e di un peso zavorrato da altri 25 chilogrammi. 04 SETTEMBRE 2011