Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera 4/9/2011, 4 settembre 2011
L’EX MODELLA, IL CASTELLO E I RICATTI. LAVITOLA: UNA CONTROPARTITA PER GIANPI
Non c’erano soltanto l’imprenditore e il giornalista faccendiere a pressare Silvio Berlusconi per ottenere soldi in contanti e consulenze dalle aziende di Stato. Quando i dirigenti di Finmeccanica decidono di licenziare la ex modella brasiliana Debbie Castaneda, definita nell’ordinanza «amica del Presidente», la donna protesta e decide di rivolgersi subito al capo del governo. Per farlo contatta sul cellulare la sua segretaria personale Marinella Brambilla.
Le carte processuali sulla presunta estorsione da 500 mila euro di Valter Lavitola, Gianpaolo Tarantini e sua moglie Nicla delineano una sorta di «corte dei miracoli» che si muove intorno al premier. Persone che frequentano le sue residenze e poi vengono beneficiate con denaro e favori, ma soprattutto che mostrano di poter accedere alla sua vita privata senza troppi ostacoli, disponendo anche dei telefoni privati dei suoi collaboratori più stretti. E tra loro emerge proprio il ruolo di Lavitola che mostra di poter gestire numerosi affari con colossi come Finmeccanica ed Eni, e di trattare i fondi Fas con il ministro Raffaele Fitto. Ma anche di essersi occupato, nell’estate 2010 del castello di Tor Crescenza e soprattutto di guidare i comportamenti dei coniugi Tarantini. In una telefonata con Nicla — che lui chiama affettuosamente Ninni — del 6 luglio scorso, quando lei dice di sperare «che questi si "attivano"», lui risponde: «Si deve fare il processo e da quel giorno noi stiamo a posto. Se proprio lo costringono a patteggiare, Gianpaolo deve chiedere una contropartita».
«Parla con "lui"»
Annota la polizia sul brogliaccio di una telefonata del 30 giugno scorso: «Paolo Pozzessere (dirigente di Finmeccanica ndr) chiama Debbie (Castaneda) e dice che deve risolvere il problema con quella persona che conosce anche lei e se non ci andrà la cosa non può sbloccarsi. Debbie dice che provvederà a contattarlo personalmente e chiariranno la situazione una volta per tutte. Pozzessere dice che lo hanno chiamato per dei contratti e ha saputo che il suo non c’è. Debbie esterna il suo malcontento alla notizie e chiede spiegazioni in quanto lei ha un contratto. Pozzessere dice che anche se è lui che fa i contratti, ad autorizzarli è Guarguaglini e in questo caso Orsi e loro come Finmeccanica non vogliono andare avanti. Debbie ribadisce che "lui" non ha detto che la cancellasse dal contratto e Pozzessere dice che comunque gli ha detto di stare attenti. Pozzessere dice che la cosa migliore è parlare con "lui" e trovare insieme a lui una soluzione. Debbie dice che lo chiamerà personalmente in quanto non ha nulla da perdere... Debbie dice che chiamerà Marinella e gli riferirà che ha necessità di parlare con "lui" urgentemente e di fissare un appuntamento. Debbie continua riferendo che poi dovrà essere "lui" a dire che non potrà lavorare più in Finmeccanica perché ha fatto qualcosa di male». Gli investigatori sono convinti che il "lui" sia proprio Berlusconi e la conferma arriva cinque minuti dopo. È scritto nell’informativa: «Debbie chiama Marinella e le dice che ha bisogno urgente di parlare con lui anche se sa che è molto impegnato. Marinella le dice che lei è a Milano per cose sue, mentre lui è a Roma a palazzo Chigi e deve provare tra un’oretta. Debbie dice che tra un’ora chiamerà palazzo Chigi. Marinella le chiede se ha il numero di Roma e Debbie risponde di sì».
Arriva «un putiferio»
Sono continue le richieste di Nicla, la moglie di Tarantini, a Lavitola affinché arrivino soldi a suo marito. L’11 luglio intima: «Ricordati che lui ha un’indagine per bancarotta. Io te l’ho detto dal principio: "guarda che lui deve avere uno stipendio alto!"». E tre giorni dopo, quando Lavitola le dice che Berlusconi non vuole incontrarli, lei inveisce minacciosa: «C’ha pure il coraggio di dire una cosa del genere? Forse tu non hai capito, sta per succedere un putiferio qua... quando uscirà tutta la merda...». Lavitola cerca di tenerla buona, si propone ancora una volta come mediatore nei rapporti con il presidente del Consiglio. Ha sempre mostrato di avere con lui grande dimestichezza come emerge nella telefonata del 6 luglio quando racconta che fu proprio lui ad occuparsi della gestione del castello di Tor Crescenza che Berlusconi aveva preso in affitto e dove organizzò cene e feste.
Annotano gli investigatori: «Valter dice che Gianpaolo è affascinato da Berlusconi cosa confermata da Ninni che a sua volta manifesta l’insofferenza di Gianpaolo nel non poter avere più un rapporto stretto con Berlusconi. Valter dice che Berlusconi teneva il rapporto solo per le f... e quando lui (Valter) stava facendo la cosa del castello di Torre in Pietra veniva chiamato da Berlusconi di continuo, e continua dicendo che a lui (Berlusconi) quello che gli interessa di più è quella cosa della f... Ninni dice che lui per la f... si è rovinato la vita. Valter dice che ora non deve succedere che per una stupidaggine di rassicurazione devono far saltare tutto, perché se quello si vede pressato li manda aff... Lavitola continua dicendo che non vuole vedersi chiudere tutte le porte in faccia per cui non può dire che è innamorato di Nicla, visto ciò lo sta tenendo a bada per questo motivo. Valter dice che è indeciso se dirgli che loro due (Valter e Nicla) stanno insieme». Riferendosi a Berlusconi la donna afferma: «Il problema non era Gianpaolo che a 33 anni non gli ha saputo dire di no perché è un superficiale e un amorale... ma le persone che gli dicono come ti sei fidato (di Gianpaolo) non ci credo, perché lo sanno che il verme marcio è proprio lui».
Le modelle Fininvest
Sono molteplici gli affari che Lavitola gestisce e tra i più redditizi c’è quello dell’editoria che porta nelle casse dell’Avanti! milioni di euro, fondi gestiti proprio da un dipartimento di palazzo Chigi. In un’intercettazione sostiene di avere venticinque società, in un’altra afferma che «l’unica cosa che adesso mi interessa è l’Eni» e si capisce che anche Tarantini aspetta di chiudere affare con il colosso degli Idrocarburi: «Mi ha detto entro la fine di giugno». Ma soprattutto sostiene di essere stato incaricato di effettuare un casting per la holding di Berlusconi. L’11 luglio, mentre è al telefono con Nicla, le spiega di essere all’estero «e deve fare la selezione di modelle per la Fininvest».
Fiorenza Sarzanini