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 2011  agosto 27 Sabato calendario

GLI OCCHI GIUSTI PER IL VENTO

Fei Baoling ha 84 anni ed è l’ultimo maestro di aquiloni della Cina. È arrivato a Pechino da bambino, nel 1929, in una nazione sconvolta dalla guerra, alla fine dell’impero e prossima alla rivoluzione. Sotto i suoi occhi la Cina è passata dalle dinastie alla Lunga Marcia e poi dal comunismo al capitalismo. È un paese irriconoscibile e troppo veloce per una vita ma Fei Baoling è volato sopra i cambiamenti, resistente alle tragedie che gli sono scorse accanto. L’ascesa di Mao e il conflitto contro il Giappone, prima degli anni 50, lo hanno lasciato orfano. In Asia non è facile farcela, quando si è soli in terra, e forse per questo lui ha sempre guardato in cielo. Da ragazzo il destino gli è stato fraterno, riservandogli un posto fisso nella Banca del Popolo. Non è morto di fame, non è finito in un villaggio lontano durante la Rivoluzione Culturale e le Guardie Rosse non si sono occupate di lui, individuo così poco significativo. Il giorno che ha deciso tutto è arrivato nel luglio del 1963, un’estate chiara e ricca di vento fresco sceso dalla Mongolia. Fei Baoling stava facendo volare un suo aquilone a forma di rapace sopra piazza Tiananmen e a 36 anni era ormai quello che si dice un uomo. Accanto a lui c’era un vecchio che pure concedeva e strappava filo ai tessuti di una grande farfalla, alta nell’aria. Era Kong Xiangze, discendente diretto di Confucio, il produttore di aquiloni più famoso della Cina. La fortuna di Kong era prossima all’ultimo granello. Scomparve durante le Rivoluzione Culturale, tra il 1966 e il 1976, nessuno sa dire quando, né dove. Si era macchiato di due colpe che non concedevano perdono: discendente di Confucio e costruttore di aquiloni, la sintesi delle "quattro cose vecchie" poste fuorilegge dalla cancellazione del passato promossa dalla politica di Mao. In quei giorni del 1963, però, prima di essere inghiottito dalle ossessioni comuniste, Kong Xiangze lasciò clandestinamente il suo tesoro in eredità a Fei Baoling. Gli confidò i segreti del volo e delle correnti, del legno e della seta, e gli fece dono dei disegni con le forme e i colori degli aquiloni preferiti dagli imperatori. È come se qualcuno gli avesse confidato il presagio della fine perché Kong passò a Fei anche il più antico manuale dell’Asia per costruire gli animali da liberare oltre le nuvole, scritto da Cao Yueqing, autore del Sogno della camera rossa. Così, la prima sera in cui Kong non si presentò davanti alla Città Proibita, Fei prese la sua decisione: si licenziò dalla Banca del Popolo per pensare solo agli aquiloni, tra le rare cose libere che sempre hanno potuto dominare dall’alto le miserie della Cina. Aveva una famiglia da sfamare e correvano gli anni più duri dell’agonia maoista. Costruire e far volare aquiloni in pubblico, come se fosse dato anche un cielo privato, divenne illegale. Fei Baoling, per non ascoltare la voce dello stomaco, creava farfalle, pesci, serpenti, rondini innamorate e anche i draghi a tre dimensioni, i giochi volanti preferiti dagli imperatori. Macchine complesse, ma capaci di prendere quota presto e facilmente, anche ad aria ferma, con la naturalezza di un’ape stanca di un gelsomino. Era il segreto di Cao e poi di Kong: un buon aquilone deve volare sempre e grazie al polso di chiunque perché se un piccolo imperatore avesse incontrato resistenze, l’artigiano sarebbe stato consumato dai suini. Fei dovette aspettare il 1976 e l’avvento di Zhou Enlai, per riaprire la sua bottega vicino al Tempio del Cielo e riprendere il commercio dei suoi capolavori di levità. Sono passati 35 anni e oggi il più grande tra i maestri di Pechino è una leggenda, simbolo di un’arte che ha duemila anni. È rimasto povero. Ultimare una coppia di rondini che sanno partire e tornare insieme, il regalo più generoso per un matrimonio, richiede dieci giorni di lavoro. Non vuole mettere una tariffa al tempo, altrimenti la povera gente, la sola appassionata e che merita un aquilone perfetto, non potrebbe acquistarlo. I capolavori della sua collezione eprimono un carattere universale, ricordano una persona scomparsa e vengono ceduti a chi possiede gli occhi giusti per il vento, in cambio di un’offerta. "Io riesco a vivere con 2 mila yuan al mese (200 euro, ndr), il resto è per i sette discepoli della bottega", ha detto. Chi vede un aquilone spinto nel cielo sa cos’è per la Cina.