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 2011  settembre 01 Giovedì calendario

Kazan Zoe

• Los Angeles (Stati Uniti) 9 settembre 1983. Attrice • «Il film della sua consacrazione [...] si chiama The Exploding Girl, un titolo che a dispetto di chi si attende le pirotecnìe di un film di azione si riferisce invece a una ragazza con la frangetta, un po’ gobba e a rischio di crisi epilettiche che non fa esplodere niente e che invece implode emotivamente. Ma da quando ha sorpreso Broadway come la Masha de “Il Gabbiano” di Cechov e poi ha imposto la sua presenza come la segretaria-amante di Leonardo DiCaprio in Revolutionary Road, la ventiseienne Zoe Kazan è più che uno dei volti più promettenti della nuova Hollywood. Del resto, con il cognome che porta, Zoe il cinema ce l’ha nel sangue. È cresciuta all’ombra del nonno Elia Kazan, il regista di Fronte del porto e di ’Un tram chiamato desiderio, mentre suo padre Nicholas è la mamma Robin Swicord sono tutti e due sceneggiatori. Risultato: la sua prima passione da bambina non è stata “Bambi” ma “Belle de Jour”, è cresciuta guardando i film del primo Scorsese e di Truffaut e tenuta in braccio da amici di famiglia come Anthony Quinn, Susan Sarandon e Robin Williams. Come tanti genitori del cinema, quando i Kazan hanno appreso che Zoe voleva seguire la tradizione di famiglia si sono sentiti divisi. Dopo la laurea a Yale nel 2005, avrebbero voluto che Zoe continuasse gli studi ma quell’estate le venne offerto Fracture di Gregory Hoblit, una particina ma pur sempre un inizio. Poi venne Broadway, dove prima che con Cechov si fece notare con “Come back, little Sheba” di William Inge. Ma nonostante gli applausi e le lodi Zoe si sentiva un po’ stretta perché il teatro, per lei, non è mai stato un fine ma un mezzo. “Vengo da una famiglia dove il cinema ha così tanto valore che da ragazza non ho mai visto molto teatro [...] Quando ho iniziato a recitare sapevo che volevo fare film: ma ho pensato che il teatro era una buona strada per imparare a recitare meglio e quindi poter fare più cinema”. E sono venuti, i film. Piccoli ruoli in The Savages e Nella valle di Elah, poi eccola in Me and Orson Welles di Richard Linklater e in The private lives of Pippa Lee di un’altra figlia nobile, Rebecca Miller (suo padre era Arthur). Quindi c’è stato appunto il film con DiCaprio diretto da Sam Mendes [...] È complicato, dove è la più giovane delle figlie di Alec Baldwin e Meryl Streep, quella che osserva con maggiore sbalordimento papà e mamma che flirtano di nascosto dopo il divorzio [...] viso intenso ed espressivo, così lontano dagli schemi della bellezza plastificata. “Il volto della Kazan ti assorbe anche quando lei sta dormendo”, scrive Kenneth Turan, il critico principale del “Los Angeles Times” [...] “E continua a farlo anche quando è sveglia, con quei suoi grandi occhi interrogativi e quella sua naturalezza che ti coinvolgono e che ti consentono di cogliere i suoi pensieri anche quando dice poche parole”[...] Quel suo nome importante non le pesa: “Non ne sono mai stata troppo consapevole” [...]» (Lorenzo Soria, “L’espresso” 22/4/2010) • Vedi anche Maria Giulia Minetti, “La Stampa” 8/8/2010.