A. Me., Il Sole 24 Ore 1/9/2011, 1 settembre 2011
LISBONA VARA TAGLI RECORD
Il Governo portoghese ha annunciato ieri «il più severo piano di tagli alla spesa pubblica dal ritorno del Paese alla democrazia nel 1974», come ha dichiarato il primo ministro Pedro Passos Coelho. L’obiettivo è di rispettare le condizioni imposte con la concessione nel maggio scorso del pacchetto di aiuti internazionali da 78 miliardi di euro e di portare il bilancio vicino al pareggio nel 2015.
I tagli alla spesa rappresentano i due terzi del risanamento dei conti pubblici, mentre un terzo verrà da aumenti di imposte, soprattutto Iva ed eliminazione di agevolazioni. Il piano comprende anche una "tassa di solidarietà" per i redditi più alti e le imprese con i maggiori profitti, tassa adottata per ragioni di equità, ha spiegato ieri il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar, precisando che le entrate di questa imposta dovrebbero essere poco meno di 100 milioni di euro l’anno. Gaspar ha definito i tagli «inevitabili» dopo la crisi di mercato che ha investito il Portogallo, insieme a Grecia e Irlanda.
Il piano, contenuto nel Documento di strategia di bilancio quadriennale, illustrato ieri da Gaspar, comprende il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici per i prossimi due anni e pesanti tagli di posti di lavoro nella pubblica amministrazione. La spesa pubblica scenderà di 7 punti percentuali, da oltre il 50% del prodotto interno lordo, al 43,5% nel 2015. I particolari dei tagli di spesa verranno precisati nella finanziaria di metà ottobre, ma il Documento è stato presentato ieri per rispettare una scadenza concordata con la troika dei creditori ufficiali (Commissione europea, Bce, e Fmi). Nella loro visita del mese scorso, i tecnici della troika hanno dichiarato che il programma del Governo lusitano è «in linea con gli obiettivi». Questi prevedono che il deficit sia ridotto dal 9,1% dell’anno scorso al 5,9 quest’anno, fino al 3% nel 2013. Nel Documento, il Governo indica nello 0,5% l’obiettivo per il 2015.
Il draconiano aggiustamento di bilancio potrebbe però, secondo diversi economisti indipendenti, accentuare la recessione dell’economia e quindi mettere in pericolo i target fiscali. Il Governo prevede che la crescita, dopo una contrazione del 2,2% quest’anno e dell’1,8% il prossimo, torni a crescere nel 2013, dell’1,2% e sopra il 2% in ciascuno dei due anni successivi. La disoccupazione tuttavia, oggi sopra il 12%, non scenderà sotto questo livello prima della fina del programma quadriennale.
Passos Coelho, in visita a Madrid al collega José Luis Zapatero per illustrare i contenuti del piano (sarà presentato anche al cancelliere tedesco Merkel e al presidente francese Sarkozy), ha detto che il Governo è disponibile a esaminare, insieme all’opposizione, l’introduzione di limiti costituzionali al deficit e al debito pubblico, come è allo studio in Spagna e in Italia e come richiesto soprattutto dalla Germania. Passos Coelho ha anche tenuto a sottolineare nell’incontro con Zapatero che il rischio dovuto alla crisi è «comune» e che i Governi hanno bisogno di comunicare meglio quello che stanno facendo perché i mercati credano che l’Europa supererà la crisi. Il premier portoghese ha inoltre invitato i capitali spagnoli a partecipare alle privatizzazioni che fanno parte del piano di risanamento di Lisbona.