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 2011  settembre 01 Giovedì calendario

SÌ DEL GOVERNO TEDESCO AL NUOVO FONDO SALVA-STATI

Il Governo tedesco ha approvato le modifiche all’Efsf, il fondo salva-stati europeo, che ne amplieranno la capacità e lo spazio di manovra. Il provvedimento, che riprende l’accordo raggiunto lo scorso 21 luglio a Bruxelles dai capi di Stato e di Governo dell’area euro, dovrà ora essere ratificato dal Parlamento di Berlino. Un passaggio, quello previsto al Bundestag il 29 settembre, tutt’altro che semplice data l’opposizione di diversi deputati della maggioranza.

Secondo il disegno di legge varato ieri dall’Esecutivo, l’Efsf potrà ora acquistare titoli di stato sul mercato secondario e prestare denaro ai Paesi dell’area euro in difficoltà, che possono anche dirottare i fondi alle banche per ricapitalizzarle. La disponibilità creditizia effettiva del fondo salirà invece a 440 miliardi di euro, il che comporterà un aumento da 123 a 211 miliardi delle garanzie di competenza tedesca. «Con questi miglioramenti al fondo di emergenza temporaneo applicheremo buona parte delle decisioni prese recentemente dai capi di stato e di governo europei» ha affermato il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schäuble, il quale ha chiarito che il fondo verrà usato solo «in caso di una minaccia per l’Eurozona nel suo complesso e solo a condizione di un rigido programma di riforme economiche».

Con il via libera della coalizione tra democristiani e liberali al potenziamento dell’Efsf la Germania taglia un primo traguardo, ma la corsa è solo all’inizio. Il 29 settembre si dovrà infatti esprimere il Bundestag, mentre mercoledì prossimo è atteso il pronunciamento della Corte costituzionale sulla legalità dell’Efsf e sul primo salvataggio della Grecia. Le attese sono per un via libera della Corte di Karlsruhe ma è possibile che i giudici chiedano un maggior coinvolgimento del Parlamento nei futuri salvataggi.

Proprio questo aspetto è al centro del dibattito politico nel Paese. Norbert Barthle, portavoce della Cdu (il partito di Angela Merkel) per le questioni di bilancio, sta lavorando a un compromesso che accontenti l’anima più intransigente della coalizione. In una lettera al ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble firmata con il suo omologo Fdp Otto Fricke, Barthle ha chiesto di «migliorare in modo sostanzioso» le consultazioni con i deputati sul futuro assetto dell’Efsf. Nella bozza approvata ieri dal Governo non c’è un riferimento esplicito al ruolo del Bundestag nei futuri bailout ma il tema resta sul tavolo.

Oltre alla Germania, anche Slovacchia, Finlandia, Olanda e Austria hanno previsto un passaggio parlamentare per l’approvazione del Fondo salva-Stati rafforzato. In Olanda il voto è in programma non prima di ottobre, mentre il Governo slovacco (che si è opposto nei mesi scorsi agli aiuti ad Atene) ha già detto di voler esaminare il provvedimento per ultimo. Anche in Finlandia il voto è delicato: il clima nel Paese, dopo l’affermazione del partito euro-scettico dei Veri Finlandesi, è diventato sempre più ostile a nuovi salvataggi di Stati dell’area euro tanto che Helsinki è riuscita a strappare un’intesa bilaterale con la Grecia sulle garanzie in cambio di aiuti. Un’intesa che ha sollevato una bufera e che ora è oggetto di negoziato tra tutti i governi per arrivare a un compromesso valido per tutti.