Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 30 Martedì calendario

«Legata e ustionata» Le torture della moglie di Hannibal alla babysitter - Non si è voluto smentire, fino all’ultimo, Hannibal Gheddafi, figlio del Colonnello noto per la sua predisposizione alla violenza, condivisa con la consorte Aline

«Legata e ustionata» Le torture della moglie di Hannibal alla babysitter - Non si è voluto smentire, fino all’ultimo, Hannibal Gheddafi, figlio del Colonnello noto per la sua predisposizione alla violenza, condivisa con la consorte Aline. Soprattutto nei confronti dei servitori. Era accaduto in Svizzera, dove l’arresto della coppia — tre anni fa — per maltrattamenti nei confronti di due cameriere, aveva scatenato l’ira di Gheddafi padre. Accadeva quotidianamente nel regno privato della famiglia più potente della Libia. E a Tripoli nessun giudice andava a bussare alla porta di Hannibal, per chieder conto dei suoi misfatti. Soltanto quando è apparso chiaro che i Gheddafi non sarebbero più tornati, Shweyga Mullah, 30 anni, bambinaia dei figli di Hannibal e Aline, ha trovato il coraggio di farsi vedere e raccontare alla Cnn la sua storia agghiacciante. Dan Rivers, inviato della tv americana, è rimasto scioccato nel vedere la giovane donna, il viso percorso da bruciature e cicatrici. In una delle stanze della villa con vista sul mare, Shweyga ha raccontato la sua storia, una testimonianza cruda delle angherie subite. È il racconto di una vera e propria casa degli orrori che emerge dalle parole della balia, malgrado l’opulenza degli arredamenti, gli stucchi e le piscine, le bottiglie vuote di scotch e di champagne rosé Laurent Perrier trovate sul bordo di lussuose vasche idromassaggio. Shweyga è stata ustionata da Aline in un momento di collera e costretta ad indossare un cappello e il velo per coprirsi il volto sfigurato dall’acqua bollente. Tre mesi fa la giovane donna aveva rifiutato di picchiare la figlia di Aline e Hannibal che continuava a piangere. La moglie del figlio del Colonnello aveva punito quell’insubordinazione senza pietà. «Mi ha trascinato in bagno — ha detto con voce piatta la balia, che da circa un anno lavorava per i Gheddafi — mi ha legato i piedi e le mani dietro la schiena. Poi mi ha tappato la bocca e ha iniziato a versare acqua bollente sul capo». I segni sono ancora lì. Una delle guardie della villa portò Shweyga in ospedale, ma fu minacciata da Aline. «Non mi lasciarono dormire per tre giorni — continua la balia — mi lasciarono al freddo fuori dalla porta, senza cibo».