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 2011  settembre 01 Giovedì calendario

COCA, IL TRAFFICO SUPERA ANCHE LE STIME

Viene nascosta all’in­terno di carichi di le­gname o frutta tropi­cale. Oppure disciolta in bot­tiglie di rum che sedicenti tu­risti cercano di camuffare in valigia. O ancora nello sto­maco dei “muli” che vengo­no scoperti negli aeroporti di mezzo mondo. La rete del traffico mondiale di cocaina muove quantità impressio­nanti di polvere bianca: dal primo gennaio al 25 agosto 2011 le polizie di mezzo mondo ne hanno sequestra­te 470,25 tonnellate. Il dato viene riportato dal sito Nar­coleaks. org, un progetto di ri­cerca realizzato da giornali­sti e ricercatori italiani, in col­laborazione con l’agenzia “Redattore Sociale”.

Il dato sui sequestri viene calcolato in base alle notizie della stampa, confrontato con i dati ufficiali forniti dai singoli Paesi. «Si tratta di se­questri selezionati di cocai­na di elevata purezza. Ad e­sempio si registrano solo ca­richi sopra i 10 chili», pun­tualizza Sandro Donati, di­rettore scientifico di Narco­leaks e autore di diverse ri­cerche sui traffici di cocaina per “Libera”.

Sono stati monitorati 3.344 sequestri in 79 Paesi. A fare la parte del leone, la Colom­bia: 138,72 tonnellate di pol­vere bianca sequestrata. E la Colombia, per Donati rap­presenta «un grande buco nero. Un Paese dalla produ­zione sterminata che Usa e Onu continuano a sottosti­mare. Il ritornello nei comu­nicati ufficiali del Diparti­mento di Stato americano e del governo di Bogotà è che la Colombia è diventata il se­condo produttore di cocai­na. Scalzato dal Perù». L’ulti­mo “World drug report”, pre­sentato il 23 giugno scorso, ad esempio, indica per il 2010 una diminuzione del 15% dell’area destinata alla colti­vazione della coca. Ma i dati sui sequestri ribadiscono il primato colombiano: se si va a sommare la cocaina se­questrata direttamente in Colombia a quella seque­strata altrove ma prodotta in Colombia, si arriva a 220 ton­nellate su 470. Poco meno della metà.

Negli Usa sono state seque­strate 67,5 tonnellate di co­caina, ma è il Brasile ad ave­re il record di operazioni an­tidroga compiute sul suo ter­ritorio: ben 670, per un tota­le di 28,5 tonnellate. Tra i Pae­si europei, è la Spagna a de­tenere il primato: 249 seque­stri per un totale di 13,8 ton­nellate di coca. «Visto l’an­damento dei sequestri, è possibile stimare per il 2011 una produzione mondiale di cocaina che oscilla tra le 710 e le 760 tonnellate», spiega Donati. Puntualizzando «che si tratta di una stima pru­denziale ». E se la previsione sarà rispet­tata, entro la fine dell’anno verrà sequestrata tutta la co­caina prodotta nel mondo: 700 tonnellate circa, secon­do il Dipartimento di stato a­mericano (stima di produ­zione per il 2009, ultimo da­to disponibile). È più com­plesso invece avere un dato di paragone con le stime di produzione dell’Undoc (U­nited nations office on drugs and crime): da due anni in­fatti l’ufficio diretto da Yuri Fedotov non diffonde un da­to preciso sulla produzione globale. Il range di produzio­ne stimato per il 2009 oscilla tra 842 e 1.111 tonnellate di cocaina pura. Uno scarto di 269 tonnellate, pari alla pro­duzione di un singolo Paese dell’America Latina.