Varie, 31 agosto 2011
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Jacobson Howard
• Manchester (Gran Bretagna) 25 agosto 1942. Scrittore. Nel 2010 vinse con The Finkler Question il Man Booker Prize, il più prestigioso premio letterario inglese • «[...] Già Un amore perfetto era stato un bestseller in Inghilterra [...]» (Ida Bozzi, “Corriere della Sera” 13/10/2010) • «Ebrei, ebrei, ebrei! Howard Jacobson non fa che scriverne, è la sua ossessione: nato in una famiglia assolutamente laica (suo padre, allora, parliamo del 1942, era un fervente socialista), docente di letteratura inglese nelle più prestigiose università britanniche, quando si mette a scrivere romanzi, si trasforma, e tutto confluisce là, in una lente puntata su se stesso e i suoi correligionari (molto spesso di Manchester, dove è cresciuto) e nei meandri complicati dell’identità ebraica, dubbi, certezze, debolezze, fantasie erotiche degne di Philip Roth, goy, politica, paranoie e paure e incazzature ancora brucianti sulla Shoah, sarcasmi e beffe per chi ha troppa voglia di piacere e assimilarsi totalmente, magari sputazzando su Israele. Il tutto volto in ironia, paradossi, risate, tanto che molti associano i suoi giochi, oltre che a Roth, a Woody Allen o a Mordechai Richler (Jonathan Safran Foer ha detto che leggendo Kalooki Night ha riso più di quanto non avesse mai fatto). C [...] “[...] lavoro nel solco della tradizione inglese. La musica nelle mie orecchie è quella di Shakespeare e Dickens. Mi sento diverso dai Roth e dai Bellow che credo siano stati influenzati innanzitutto da scrittori europei come Dostoevsky e Kafka. Sono onorato del paragone: li ritengo dei giganti. E gli sono affine così come a Singer e ad alcuni giovani ebrei americani, vedi Safran Foer” [...]» (Susanna Nirenstein, “la Repubblica” 3/11/2010).