f. mas., Corriere della Sera 31/08/2011, 31 agosto 2011
FONSAI E UBI RIDUCONO GLI INVESTIMENTI IN BTP - I
Bond italiani? Se lo spread sui titoli tedeschi sale, il rendimento per chi li acquista è maggiore, ma crescono anche i rischi. Così accanto a istituzioni finanziarie come Intesa Sanpaolo e Unicredit schierate con il Tesoro nella difesa del debito pubblico italiano, legittimamente c’è anche chi dà prevalenza all’esigenza di tutelare i propri conti, riducendo il rischio. In questa direzione si sono mossi per esempio Ubi Banca e Fondiaria-Sai. La banca bresciano-bergamasca, che ieri ha presentato utili semestrali più che raddoppiati a 251,7 milioni (grazie a benefici fiscali) e un core tier 1 all’8,2% dopo l’aumento di capitale da 1 miliardo, ha scelto di ridurre il peso dell’Italia sui propri libri facendo arrivare a scadenza i bond e non sottoscrivendone altri nelle aste più recenti. Adesso l’esposizione ai titoli di Stato è pari a 8,1 miliardi (su 11,8 miliardi in attività finanziarie), in calo dai 9,6 miliardi di fine 2010 e dagli 11,6 miliardi di un anno fa. Fonsai invece non ha ancora effettuato la riduzione ma intende farlo, preferendo all’Italia i più sicuri Bund di Berlino. «Vogliamo ridurre la componente dell’Italia dall’attuale 88% fino al 70%», ha detto ieri il direttore generale della compagnia, Piergiorgio Peluso. L’alleggerimento dell’esposizione sarà di 2 miliardi su 26,3 miliardi complessivi in gestione.
F. Mas.