f. mas., Corriere della Sera 31/08/2011, 31 agosto 2011
ZONIN SALVA LA BANCA DEI FARMACISTI
Il banchiere e imprenditore del vino Gianni Zonin da Vicenza tende la mano ai farmacisti di Ancona. E lo fa staccando un assegno da 12 milioni per ricapitalizzare la disastrata Banca di credito dei farmacisti (Bcf), piccolo istituto creato nel 2007 nelle Marche con una compagine azionaria di circa 190 soci fondatori, soprattutto farmacisti e professionisti di Marche e Abruzzo, e finito commissariato neanche tre anni dopo dalla Banca d’Italia, a marzo 2010, per problemi di liquidità. Ieri la Popolare di Vicenza, presieduta da Zonin e guidata da Divo Gronchi, ha annunciato di essere pronta a sottoscrivere l’aumento di capitale della Bcf, anche per l’intero ammontare al posto degli attuali soci, che non dovrebbero versare altro capitale. Finisce così la piccola saga della Banca dei farmacisti, che pure era partita con 7 milioni di capitale e grandi ambizioni, tanto da aver coinvolto nell’avventura due istituzioni finanziarie come Banca Marche (al 25%) e soprattutto Generali (con il 4,15%). Poi nel 2008 Banca Marche si è sfilata, e la Bcf si è avvitata su se stessa. Anche i tentativi di trovare un cavaliere bianco, come il gruppo Comifin (specializzato nel leasing per le farmacie) è naufragato tra le difficoltà finanziarie dello stesso potenziale acquirente. Adesso la mossa della Vicenza dovrebbe porre fine a tutta la vicenda. Per Gronchi peraltro potrebbe essere l’ultima operazione straordinaria alla guida della banca. Secondo Il Corriere del Veneto, il banchiere dovrebbe dare le dimissioni forse già a fine anno dalla carica di amministratore delegato.
F. Mas.