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 2011  agosto 31 Mercoledì calendario

cadavere cerignola Un cadavere dall’Ofanto forse vittima di omicidio di ANTONIO TUFARIELLO E’ mistero fitto sulle cause della morte di un uomo dell’apparente età di 35-40 anni, non ancora identificato, rinvenuto cadavere nel primo pomeriggio di ieri nel fiume Ofanto, all’altezza del Ponte Zezza, a circa 10 chilometri dal centro abitato, in agro di Cerignola

cadavere cerignola Un cadavere dall’Ofanto forse vittima di omicidio di ANTONIO TUFARIELLO E’ mistero fitto sulle cause della morte di un uomo dell’apparente età di 35-40 anni, non ancora identificato, rinvenuto cadavere nel primo pomeriggio di ieri nel fiume Ofanto, all’altezza del Ponte Zezza, a circa 10 chilometri dal centro abitato, in agro di Cerignola. L’uomo era infatti sulla sponda “cerignolana” dell’Ofanto, che segna il confine tra la provincia di Foggia e della Bat. L’allarme ai carabinieri è stato dato da un agricoltore della zona, il quale ha notato il corpo, che galleggiava a faccia in giù, nei pressi di un canneto. Omicidio o suicidio? I carabinieri della Compagnia di Cerignola, che conducono le indagini coordinate dal Pm, Antonio Laronga, sembrano propendere per la seconda ipotesi, ma resta da spiegare come mai al cadavere fosse legato, all’altezza dell’addome, un masso di oltre una quindicina di chili, tenuto da un robusto filo di ferro. Mani e piedi erano liberi e non vi era dunque traccia di incaprettamento, cosa che avrebbe verosimilmente ed immediatamente indirizzato le indagini in altre direzioni. Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bari i quali, dopo il recupero del corpo (in un tratto in cui il fiume è profondo poco più di tre metri) hanno dovuto lavorare non poco per risalire l’argine con il cadavere imbragato in un contenitore. Dopo i rilievi degli uomini della Scientifica dell’Arma, è stata la volta del medico legale dottoressa Perilli, dell’Istituto di Medicina legale di Foggia la quale, dopo una prima ricognizione cadaverica sul posto ha proseguito il suo lavoro, assieme alle colleghe, presso l’obitorio dell’ospedale “Tatarella”. Secondo le prime indicazioni, sembrerebbe che la vittima non presentasse segni di violenza procurati da armi da sparo a da taglio. Resta tuttavia da indagare sull’origine delle ecchimosi sul corpo che a giudicare dalle condizioni del cadavere, già in decomposizione per la lunga permanenza in acqua e la massiccia ingestione di acqua, potrebbe essere rimasto nel fiume per diversi giorni, forse un paio di settimane. La vittima, di statura medio alta, di corporatura robusta e capelli rossicci, indossava pantaloni, maglietta e scarpe scure. Forse potrebbe essere uno straniero (ma nelle tasche non sono stati trovati documenti) che potrebbe aver deciso di farla finita. L’altra ipotesi, quella dell’omicidio è che possa esser stato picchiato o tramortito da qualcuno che, dopo avergli legato il masso al corpo, con l’intento di mandare subito a fondo il cadavere, lo ha gettato dal ponte nel fiume. Solo l’autopsia potrà fornire tutti gli elementi necessari per accertare se si sia trattato di omicidio o di suicidio. Ovviamente i carabinieri hanno cercato riscontri ed elementi relativi a persone di cui è stata denunciata la scomparsa negli ultimi tempi. Nessuna di Cerignola, ma ve ne sarebbero un paio di Andria e Palazzo San Gervasio, città tutto sommato vicine al luogo del rinvenimento del corpo, una zona abbastanza internata e dunque l’ideale per disfarsi di un cadavere.