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 2011  agosto 30 Martedì calendario

NIENTE VODKA. E IL PAESE SI RIVOLTA

Sull’isola Russkij, non lontano da Vladivo­stok, nell’Estremo O­riente russo, dove sono in corso i preparativi per il ver­tice dei Paesi della “Coope­razione Economica Asia-Oceano Pacifico” (prevista per il 2012), fra gli operai ad­detti ai lavori edili e i guar­diani del cantiere, è scop­piato un conflitto: circa 500 operai hanno assalito a col­pi di pietra i custodi che cer­cavano di impedire il consu­mo di vodka nel cantiere, ge­stito dalla compagnia K­rokus.
Una portavoce della compa­gnia, Ekaterina Cernenko, ha riferito che sull’isola vige il divieto di consumare alcol, e i disordini sono incomin­ciati quando indosso ad al­cuni operai sono state tro­vate bottiglie di vodka ed al­tre simili bevande ’forti’. In seguito alla battaglia ingag­giata dagli operai con i guar­diani, sono rimaste ferite 10 persone da entrambe le par­ti.
Si è trattato evidentemente di un vodochnyj bunt, un’“insurrezione della vodka”, come ne avvengono di tanto in tanto in varie par­ti della Russia. In questo Pae­se, sia oggi che nel passato regime comunista, ed anche al tempo degli zar, si è più volte tentato di mettere un limite all’abuso dell’alcol, ma tutte le “battaglie per la sobrietà” sono miseramente fallite. Molti russi, e non so­lo nelle classi più povere, sembrano non riuscire a sfuggire alle sirene dell’alcol. Nell’Unione Sovietica l’ulti­mo editto antialcolico fu e­manato da Mikhail Gorba­ciov, che ordinò di sostituire in tutte le occasioni ufficia­li, come i ricevimenti al Cremlino, la vodka con l’ac­qua minerale. Per questo fu schernito come mineralnyj sekretar invece di generalnyj sekretar (segretario genera­le).
La propensione dei russi al­l’alcolismo è molto antica. Nella Cronaca del monaco Nestore (IX sec.) si racconta che il granduca Vladimir di Kiev, l’ispiratore del ’Batte­simo della Rus’’, e quindi della più tarda Russia, aveva in precedenza ricevuto mis­sionari musulmani che gli il­lustrarono il divieto corani­co dell’alcol. Vladimir a­vrebbe respinto l’invito degli islamici a convertirsi affer­mando: «Nella Rus’ l’allegria è bere, non possiamo farne a meno».