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 2011  agosto 30 Martedì calendario

Clemons Clarence

• Chesapeake (Stati Uniti) 11 gennaio 1942, Palm Beach (Stati Uniti) 18 giugno 2011. Sassofonista. Della E Steet Band di Bruce Springsteen • «[...] il suo suono ha segnato tutta la storia del rock grazie a diversi album solisti e per aver duettato con Jackson Browne. È anche un protagonista della musica pop visto che [...] ha suonato nel brano “Born this way” [...] di Lady Gaga [...]» (“la Repubblica” 14/6/2011) • «Era una notte buia e tempestosa, parola di Clarence Clemons, quando per la prima volta si recò col suo sax a vedere quel Bruce di cui agli inizi dei Settanta si parlava tanto bene dalle parti del New Jersey. Era il Wonder Bar di Asbury Park e c’era talmente tanto vento che quando Clemons aprì, la porta si strappò dai cardini e volo via lungo la strada. Quella sera il grande uomo nero salì sul palco e fece il suo primo solo per il Boss. A detta di entrambi si capirono immediatamente, amore a prima vista. Poco tempo dopo il sassofonista entrò stabilmente nella band [...] Quel momento fu immortalato in una delle canzoni più trascinanti di Springsteen, Tenth avenue freeze out, quando il Boss canta: “When the big man joined the band”. Da allora è stato soprattutto questo, il grande uomo, il grande amico, e c’era qualcosa d’infinitamente tenero nel modo in cui Springsteen si “appoggiava” a quel trascinante, solido, allegro totem musicale che sul palco era Clemons. The Big man rappresentava l’essenza, il fuoco della E Street Band, ne era il simbolo più convincente e assoluto, e lo stesso Springsteen quando gli chiedevano del loro rapporto rispondeva: “andate a vedere la foto di copertina di Born to run”. Quella foto è una straordinaria immagine di vita, il bianco e il nero, il rocker e il sassofonista soul, sorridenti, magnifici, diversi in tutto eppure così straordinariamente vicini, un binomio che sembrava la sintesi stessa della musica americana, o almeno di quell’America che voleva essere unita, credere positivamente ai valori della democrazia, inneggiare costantemente alla fuga verso il riscatto. [...]» (Gino Castaldo, “la Repubblica” 20/6/2011).