Giuliana Ferraino, Corriere della Sera 30/08/2011, 30 agosto 2011
SWAZILAND BATTE GRECIA: HA I DEBITI PIU’ ALTI DEL MONDO — C’è
un’altra crisi del debito che agita un’altra unione monetaria in un altro continente. Succede in Swaziland, uno degli Stati più poveri dell’Africa, l’ultima monarchia assoluta del continente nero.
Lo Swaziland è grande più o meno quanto il Lazio e conta 1,3 milioni di abitanti, ma ha accumulato un indebitamento di 497 milioni di dollari, più grande di quello della Grecia e del Portogallo. Il governo finora è riuscito a galleggiare usando le riserve della banca centrale, ridotte ormai a poco più di 500 milioni, anche per mantenere la parità con il rand sudafricano nell’unione monetaria di cui fa parte con Sud Africa e Lesotho, ma le bollette non pagate sono salite a oltre 180 milioni. E il rischio di un default diventa sempre più reale, senza i prestiti già accordati dalla Banca mondiale e dall’African Development bank, la banca per lo sviluppo africano. Per sbloccare le linee di credito serve il via libera del Fondo monetario internazionale, che ha imposto una serie di severe condizioni oltre alle riforme fiscali di rito. E proprio questo weekend è terminata l’ultima missione di una task force, durata due settimane, per monitorare i progressi.
Sotto accusa c’è il dispendioso stile di vita di re Mswati III, circondato da una pomposa e costosa burocrazia e per questo fortemente criticato anche dal fronte di attivisti interno. Il re, sul trono dal 1986, ha 13 mogli (ma non ci sono limiti al numero), ciascuna con il proprio palazzo, dispone di molte automezzi di lusso, tra cui l’aeroplano personale. Nonostante controlli due trust che (si dice) valgono 100 milioni di dollari l’uno, lo Stato paga 57 milioni all’anno per l’appannaggio del sovrano.
L’ultimo eccesso si è celebrato proprio ieri con la cosiddetta cerimonia dell’Umhlanga, un vero e proprio inno alle verginità alla quale ogni anno partecipano tra le 20 e 30 mila giovani vergini, sebbene la propaganda statale parli addirittura di 60 mila donne. Nel 2001, in parte con motivazioni legate alla lotta all’Aids, Mswati III ha infatti introdotto la legge della castità, che impone la castità femminile fino al compimento del ventiquattresimo anno di età. Anche se di recente sono state concesse deroghe per alcune giovani spose. Durante la festa dell’Umhlanga, che dura otto giorni e richiama migliaia di spettatori anche dai Paesi vicini, soprattutto uomini, il re ha diritto di scegliere una nuova moglie. Ma con i tempi che corrono, probabilmente, le prossime mogli, invece di un palazzo dovranno accontentarsi di un appartamento.
La crisi finanziaria dello Swaziland è cominciata in seguito alla recessione del 2009 in Sud Africa, che ha fatto crollare le entrate dell’Unione doganale dell’Africa del Sud (Sacu), dalla quale storicamente lo Swaziland, che vive di agricoltura e miniere di carbone, traeva i due terzi del bilancio dello Stato. Proprio il Sud Africa, guidato dal presidente Jacob Zuma, amico personale di Mswati III, ha concesso allo Swaziland l’ultimo prestito, una linea di credito da 350 milioni per superare la crisi di liquidità in cui è sprofondato.
Giuliana Ferraino