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 2011  agosto 28 Domenica calendario

MICROCAMERE E SENSORI. IL FAI-DA-TE DELLA TECNOSPIA - I

coniugi Byrd, residenti in Wyoming, hanno fatto causa ad Aaron’s, una delle aziende leader negli Usa per la vendita e il noleggio di dispositivi tecnologici. Lamentano di essere stati spiati a loro insaputa da un software installato sul pc che avevano affittato; software che ha utilizzato la fotocamera integrata nel computer per immortalare gli ignari noleggiatori e che avrebbe facilmente potuto catturare oltre alla loro immagine anche le loro password. Aaron’s si giustifica spiegando che il software in questione serve per localizzare e identificare i clienti insolventi, una pratica piuttosto diffusa soprattutto oltreoceano. In attesa del dibattimento processuale un verdetto si può già pronunciare: la riservatezza è sempre più a rischio, e il galoppante progresso tecnologico rende gli strumenti per invaderla più economici. Lasciamo sempre più tracce in giro, navigando sul web o semplicemente portandoci in tasca il telefonino, viaggiando su auto dotate di navigatore o comunicando informazioni sui social network. E la maggior parte delle volte lo facciamo in modo inconsapevole, o con leggerezza.
Oggetti e funzioni
Ci sono, però, occasioni in cui si vorrebbe essere cacciatore anziché preda, monitorare qualcosa o qualcuno come fanno i detective, e le soluzioni di certo non mancano. Le tecnologie che abilitano il monitoraggio sono tante: dal classico Gps al più recente AGps (Gps assistito), dalla triangolazione delle celle a cui si connette un dispositivo mobile, al WiFi pubblico o privato fino all’identificazione via radio dei Rfid (vedi glossario qui sotto). Alcune di queste si possono poi associare a registratori audio, videocamere, sensori di temperatura e qualsiasi altro strumento di rilevamento dati. Tecnologie sviluppate negli oggetti più disparati per gli scopi più diversi, da seguire i movimenti del partner infedele a proteggere la propria casa, da sapere dove sono i figli a trovare le chiavi della macchina lasciate chissà dove.
Gli acquisti in Rete
Navigando in Rete si trovano molti negozi più o meno specializzati che vendono questo tipo di prodotti. Tra i più richiesti e i meno costosi ci sono gli occhiali (da sole) che integrano una webcam e un microfono in modo abbastanza discreto. Il prezzo in genere varia (intorno agli 80 euro circa) in base alla capacità di memoria audio-video. Con cifre simili ci si può assicurare una penna con microcamera ad alta definizione, proprio come quelle usate da 007. Per chi invece cerca una videocamera statica per monitorare a distanza — il che è molto utile come sistema di antifurto domestico — ce ne sono fisse e semoventi che, tramite rete Umts, mandano in streaming la diretta di quanto avviene nei dintorni. Qui l’esborso è più significativo (intorno ai 400 euro) in base alle funzionalità.
Ci sono poi tutte le variazioni sul tema del Gps, le care vecchie microspie, che oggi vengono alloggiate in dispositivi non più grandi di un accendino e rilevano la posizione dello spiato. Anche in questo caso, come per il Rfid, il monitoraggio può essere passivo o attivo.
Genitori e figli
Un discorso a sé merita la categoria del monitoraggio-figli. Da quando ha cominciato ad essere tanto diffuso, il cellulare è subito diventato per molti genitori garanzia di reperibilità, condizione che prima degli anni Novanta rimaneva basata sulla fiducia reciproca e che oggi può avvantaggiarsi di alcune app per smartphone. Ne segnaliamo due. «I’mOk» è stata sviluppata per iPhone ed è basata su un sistema che premia i figli che danno notizie di sé (tramite sms e foto) quando sono lontani. Più l’adolescente condivide informazioni con i familiari, più punti accumula e prima si avvicina al premio: un biglietto per la partita o per il teatro o un buono sconto. Per però «I’mOk» è ancora in Beta (ossia in una versione di prova) e si scarica solo su invito. Sul mercato delle app per i telefoni con sistema operativo Android invece è disponibile «MyMaxSpeed», che rileva la posizione ogni cinque secondi. Il monitoraggio così frequente permette non solo di conoscere le coordinate del figlio, ma anche la sua velocità di spostamento. È pensato per il controllo dello stile di guida, rassicura madri e padri apprensivi sulla condotta del proprio pargolo al volante o dell’amico che gli ha dato un passaggio. È possibile seguire in tempo reale gli spostamenti o essere avvertiti delle infrazioni di determinati parametri (ad esempio non superare i 50 chilometri orari). Senza pubblicità l’app costa 3,50 euro, con la pubblicità invece è gratis.
Le contromosse
E se invece di essere i cacciatori foste voi le prede? A salvarci dallo spionaggio hi-tech e dalle ansie che genera ci viene in soccorso la stessa tecnologia con dispositivi che intercettano le intercettazioni che avvengono via Gsm e Gps. E ci aiutano a capire se siamo davvero spiati o un po’ troppo fantasiosi.