Enrico Groppali, il Giornale 29/8/2011, 29 agosto 2011
«Abbiamo sempre giocato a Dr Jekyll e Mr Hyde» - Al telefono risponde una voce fresca che, ancor prima di chiedere con chi sta parlando,gioca con l’ambigua grazia di un felino sollecitandol’immediatarispostaalladomanda «Sono Alice o Ellen, secondo lei?»
«Abbiamo sempre giocato a Dr Jekyll e Mr Hyde» - Al telefono risponde una voce fresca che, ancor prima di chiedere con chi sta parlando,gioca con l’ambigua grazia di un felino sollecitandol’immediatarispostaalladomanda «Sono Alice o Ellen, secondo lei?».E quando replico che è già difficile distinguerle avendole davanti di persona, sento una di quelle fresche risate ormai difficili da rintracciare. Solo nelle colonne sonore dei film anni quaranta con Jan Kiepura e Martha Eggerth si propaga all’ascoltatore una simile gioia di vivere, replico a una delle celebri gemelle, le Kessler chi altre?, rompendo il ghiaccio. Che Ellen, finalmente dichiaratasi come tale, prende come un complimento. «Ma davvero esclama - c’è chi si ricorda ancora quei film che guardavamo da bambinecongliocchisgranatiperlameraviglia sognando un giorno di cantare e ballare come quegli indimenticabili attori?». Evidentemente sì, ma torniamo al presente, vuole? Da noi è rimbalzata come un fulmine la notiziachedametàottobrelegemelle più famose del mondo tornano in Italia in un musical che minaccia di essere l’hit più sorprendente della stagione. Vero o falso? (a parlare ora è Alice -ndr ) . «Verissimo.All’inizio noi non volevamo saperne, ma dato che il regista è Giancarlo Sepe, forse l’unico uomo dello spettacolo che da voi si divide con grazia tra i classici, il ballo, la canzone e la sceneggiata, non siamo riuscite a dirgli di no». Cosa sarà esattamente? «Si intitolaDottor Jekyll e Mister Hyde elafonte,naturalmente, èilcelebre romanzo di Stevenson. Altro non sappiamo però, altro non vogliamo dire, abbiamo giurato al produttore che rispetteremo il silenzio». Peggio che in un film di Hitchcock, allora. Ma in questo caso perché avete accettato l’intervista? «Perché, perché... (parlano all’unisono, strappandosi il telefono -ndr ).Insommanonècarinodeludereilpubblicoitalianocheciconosce da quando debuttammo alla vostratv prima in Giardino d’inverno e poi in Studio Uno negli anni sessanta». D’accordo.Allora ditemi qualcosa. «Sappia allora che tutti, nello spettacolo, apartiredaGiancarloBenvenuti e Rosalinda Celentano fino a noi due, le oriunde venute da Lipsia, saremo di volta in volta sia il famoso clinico, amico dell’umanità,fanatico della scienza in cui cerca l’origine della vita che il terribile Hyde,la metà oscura che rappresenta il male da cui ci dobbiamo guardare,no?» Certo. Ma il resto? «Sepe, prima che vestiamo a turno sia i panni dell’orrore che quelli della bontà,ci presenterà come due hostess d’alto bordo che,con finta modestia e un pizzico di perversione, guideranno il cast, più rutilante di una rivista di Broadway, nei recessi profondidell’animoumano.Secondo lui, noi due intercambiabili data la somiglianza, siamo le Parche delventunesimo secolo». Non vi sembra di esagerare? Le Parche erano le donne più brutte del mondo... «Ma noi siamo due Parche eternamente giovani. Lo sa o no che il 20 agostoabbiamocompiutosettantacinqueanni? Poco o nulla, ci pare, di fronte alla vecchiaia dell’universo». Ma a volte non vi sentite stanche? Non avete voglia di abbandonaretutto? «Oh se è per questo, non lavoriamo più coi ritmi esagitati di una volta. Anche perché il teatro è una cosa e la televisione un’altra». In che senso? «Il palcoscenico è l’unico luogo dove si lavora con puntiglio, professionalità e perfezionismo. Mentre il piccoloschermo,schiavodell’imperativo- base del successo ottenuto in poco tempo e con poca fatica, non dà più nessuna garanzia». Anche in Germania? «L’Europa sforna prodotti intercambiabili. Cambia la lingua ma la musica è sempre quella. Non ci sono più registi del calibro di Antonello Falqui, coreografi come Hermes Pan, cantanti strepitose come Mina o signore delle sette note come Milly ». Avete nostalgia di quegli anni ruggenti? «Nostalgia sì,rimpianto no.Viviamo in quest’epoca e non nel passato. Dove ogni tanto capita qualche felice eccezione. Come i thriller che abbiamo appena registrato alla tv tedesca. Trenta puntate con le Kessler vittime dei delitti più efferati del mondo che, promosse detective, puniscono i malfattori e alla fine si congedanodal pubblicocon un refrain». Cosa canterete inDottor Jekyll e Mister Hyde ? «Questo non dovremmodirlo. Masull’onda di un bellissima classico di Amy Winehouse,You know I’m no good ,vi stupiremo, vogliamo scommettere?». Come avete ingannato i terribili funzionari della Ddr quando da giovanissime, fuggiste nella Repubblica Federale? «Ah quella sì fu una bella storia! Il visto d’uscita ce l’aveva solo Ellen. Ma Alice, vestita e truccata come me, mi impersonò con la scusa di aver smarrito il cappotto e grazie a quello stratagemma conquistò la libertà. È stata la nostra più grande interpretazione, non trova?».