ALESSANDRO ALVIANI, La Stampa 30/8/2011, 30 agosto 2011
Ticket stradale per le prostitute Così Bonn incassa nuove tasse - È tutta una questione di «giustizia fiscale», precisa con teutonico rigore l’amministrazione comunale di Bonn: l’Ufficio delle imposte non può mica trattare con due pesi e due misure delle persone che fanno lo stesso lavoro, solo perché le une lo svolgono al coperto e le altre per strada
Ticket stradale per le prostitute Così Bonn incassa nuove tasse - È tutta una questione di «giustizia fiscale», precisa con teutonico rigore l’amministrazione comunale di Bonn: l’Ufficio delle imposte non può mica trattare con due pesi e due misure delle persone che fanno lo stesso lavoro, solo perché le une lo svolgono al coperto e le altre per strada. Neanche se il loro è il mestiere più antico del mondo. Se è però più o meno semplice controllare che le prostitute che esercitano in un appartamento o in una casa di piacere paghino le tasse, come fare con quelle che offrono i loro servizi sui marciapiedi? Semplice, si sono detti nella placida ex capitale tedesca: basta recuperare un vecchio parchimetro e trasformarlo in biglietteria automatica per le professioniste del sesso. E così da ieri a Bonn, ogni sera, prima di dedicarsi ai loro clienti, le prostitute dovranno acquistare un apposito ticket dal «distributore automatico del biglietto fiscale», come è stata ribattezzata con tono asettico l’apposita macchinetta. Costo? «Sei euro a notte, dalle 20,15 alle 6, dal lunedì alla domenica», avverte il piccolo schermo verde. Complicato? Assurdo? Non del tutto: perché, in base a una legge entrata in vigore a Bonn a inizio anno, le lucciole devono presentare ogni mese una dichiarazione dei redditi. Il problema: a versare la «Sexsteuer» (Tassa sul sesso), copiata dalla vicina Colonia, sono quasi soltanto le prostitute che esercitano nei locali a luci rosse o nei bordelli, mentre quelle che lavorano per strada non conoscono neanche l’esistenza della tassa. E possono sfuggire più facilmente ai controlli anti-evasione. Molte, inoltre, hanno problemi con la lingua tedesca, figurarsi con un formulario fiscale. Col risultato che, invece dei 300 mila euro annui preventivati, nelle disastrate casse della città sono entrati nei primi sei mesi 100 mila euro. La soluzione dovrebbe arrivare dal parchimetro del sesso. Qualche mese fa, dopo le proteste dei residenti, sono state montate lungo una strada particolarmente frequentata dalle prostitute delle speciali pareti divisorie in legno, che formano sei parcheggi affiancati l’uno all’altro: il cliente e la prostituta fermano l’auto in uno dei box e portano a termine quanto concordato, al riparo da sguardi indiscreti. La biglietteria è stata piazzata ora proprio davanti ai sei posti auto, costati da soli oltre 200 mila euro, sorveglianza compresa. Per usarli, le prostitute dovranno pagare la tassa giornaliera di sei euro. Dipendenti dell’Ufficio delle imposte controlleranno che la norma venga rispettata. E infliggeranno pene inflessibili a chi sarà trovato senza biglietto: dapprima un richiamo; poi, in caso di recidiva, una multa di 100 euro e infine, se proprio si ostineranno a boicottare la macchinetta, le donne saranno allontanate dall’area. È presto per dire come andrà a finire. Già da adesso è però chiaro che Bonn ha anticipato tutti, compresa la tanto eccentrica e creativa Berlino, che le ha soffiato lo status di capitale: finora in nessun’altra città tedesca avevano sistemato per strada un parchimetro per le prostitute.