Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 29 Lunedì calendario

Il mini ping pong ai tempi della crisi - L’ estate è la stagione perfetta per il ping pong; e a settembre, dopo interminabili sfide sui tavoli verdi in montagna o al mare, prendono il via i tornei organizzati da parrocchie, circoli

Il mini ping pong ai tempi della crisi - L’ estate è la stagione perfetta per il ping pong; e a settembre, dopo interminabili sfide sui tavoli verdi in montagna o al mare, prendono il via i tornei organizzati da parrocchie, circoli. Il ping pong è probabilmente lo sport più democratico che esista. Si pratica con pochissimi mezzi e soprattutto a qualsiasi età. Si diventa campioni senza appartenere ad alcuna élite; anonimi, anche se si è vinto un’Olimpiade; chi infatti si ricorda i nomi dei grandi giocatori del tennis da tavolo? E soprattutto, come è stato detto, si è campioni sempre, anche se sconfitti. Nonostante sia in assoluto uno degli sport più diffusi al mondo – forse il più diffuso –, non ha ancora trovato, come è accaduto per il fratello maggiore, il suo David Foster Wallace che ne interpreti i significati con sottile intelligenza. Per un caso strano di omonimia, uno dei creatori dello sport, il suo codificatore, si chiama proprio David Foster: 1890. L’ampia voce di Wikipedia dedicata al ping pong, dettagliata nel descriverne le tecniche, dichiara ufficialmente la data del 1884 come inizio. Il ping pong è uno sport minore, anche se appare maggiore numericamente, e forse proprio per questo è praticato in circoli e associazioni di ogni ispirazione sociale. Ora da qualche anno c’è un nuovo modo di giocarlo che interpreta fino in fondo la sua vocazione popolare. Si chiama Rollnet; lo produce Artengo, ditta di racchette da tennis, palline e altro: un set per giocare ovunque. La rete può essere posta su qualsiasi tavolo che abbia uno spessore tra 0,5 e 6 centimetri (estensione massima della rete: 2 metri); si può giocare sul tavolo da pranzo e su un comodino, sulla scrivania e sul tetto dell’automobile; insomma, su tutte le superfici che permettono di far rimbalzare la pallina dai due lati della rete. Le racchette sono più piccole e la pallina identica. Questo progetto ha vinto diversi premi tra cui, nel 2008, il Design Award di Red Dot, il celebre riconoscimento del museo tedesco. Con Rollnet il ping pong s’improvvisa con la minima superficie. Il suo costo è altrettanto mini: 19,90 euro (la stessa confezione in cui è custodito è elegante). Forse solo uno sport «povero» poteva avere a sua volta una versione ulteriormente «povera», confermando, se ce n’era bisogno che è lo sport per tutti, come ha mostrato di recente Barack Obama nella sua visita di stato in Inghilterra. Capi di Stato e ragazzi.