LUIGI GRASSIA, La Stampa 28/8/2011, 28 agosto 2011
Imprenditori cinesi, boom nel Belpaese - C’ è molta Cina anche nell’economia italiana. Gli imprenditori cinesi nel Belpaese sono più di 54 mila, e a parte il numero già notevole per sé, sorprende un po’ la loro crescita numerica: rispetto al 2009, l’anno più brutto della crisi, sono aumentati dell’8,5% mentre le aziende italiane sono diminuite dello 0,4%
Imprenditori cinesi, boom nel Belpaese - C’ è molta Cina anche nell’economia italiana. Gli imprenditori cinesi nel Belpaese sono più di 54 mila, e a parte il numero già notevole per sé, sorprende un po’ la loro crescita numerica: rispetto al 2009, l’anno più brutto della crisi, sono aumentati dell’8,5% mentre le aziende italiane sono diminuite dello 0,4%. Se poi si fa il confronto decennale si scopre che in Italia le imprese guidate da cinesi dal 2002 sono aumentate addirittura del +150,7%. L’ufficio studi della Cgia di Mestre (gli artigiani) dice che la regione italiana con più imprenditori cinesi è la Lombardia (10.998), seguono la Toscana (10.503) e il Veneto come regione in cui avviare l’impresa (6343). E in quali settori economici avviene quest’espansione? Fatto 100 il totale degli imprenditori cinesi presenti in Italia, nel 39,5% dei casi operano nel commercio (con 21.342 piccoli imprenditori) e nel 30,6% dei casi nel manifatturiero (16.519). Di questi ultimi ben il 94,5% (pari a 15.618 imprenditori) sono occupati nel tessile, nell’abbigliamento, nelle calzature e nella pelletteria. Significativa la presenza anche nel settore alberghiero, dei bar e della ristorazione: le attività condotte da titolari cinesi hanno raggiunto le 10.079 unità. Gli imprenditori cinesi creano reddito e aumentano il prodotto nazionale italiano. Ma sono tutte rose e fiori? Dal segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, arriva questa nota di cautela: «Pur riconoscendo che gli imprenditori cinesi hanno alle spalle una storia millenaria di successo, in particolar modo nel commercio e nella lavorazione dei prodotti tessili, la loro forte concentrazione in alcune aree del Paese sta creando non pochi problemi. Spesso queste attività si sviluppano eludendo gli obblighi fiscali e contributivi, le norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, e avvengono senza rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori occupati in queste realtà aziendali. Questa forma di dumping economico ha messo fuori mercato intere filiere produttive e commerciali di casa nostra. Tuttavia è giusto sottolineare che gli imprenditori italiani non sono immuni da responsabilità. In molte circostanze, coloro che forniscono il lavoro a questi laboratori cinesi sono committenti italiani che fanno produrre parti delle loro lavorazioni con costi molto contenuti». Ne approfittano, insomma.