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 2011  agosto 28 Domenica calendario

Il padre naturale di Jobs: voglio incontrarlo - «Vivo nella speranza che prima che sia troppo tardi mi cercherà

Il padre naturale di Jobs: voglio incontrarlo - «Vivo nella speranza che prima che sia troppo tardi mi cercherà. Anche solo per bere un caffè, farebbe di me un uomo molto felice». Di solito sono i figli a mettere da parte una vita di rancori e incomprensioni e a presentarsi al capezzale dei genitori. Nel caso del guru della Apple Steve Jobs - che tre giorni fa ha lasciato la carica di amministratore delegato della società a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute (dal 2004 lotta contro una rara forma di tumore al pancreas) - è stato il suo padre biologico a lanciargli un appello con un’intervista al tabloid The Sun . Steve, nato nel 1955 a San Francisco dalla relazione fra lo studente di origine siriane Abdulfattah Jandali e la compagna di studi Joanne Schieble (i due successivamente si sposarono e nel 1957 ebbero una seconda figlia, la scrittrice Mona E. Simpson), fu adottato da Paul e Clara Jobs e non ha mai voluto incontrare il padre naturale. «Se potessi tornare indietro cambierei molte cose - ha dichiarato Abdulfattah “John” Jandali, 80 anni, che oggi è vicepresidente di un casinò a Reno, in Nevada -. Ma non sono preparato ad alzare la cornetta per telefonargli». Mr. Jandali vorrebbe che fosse suo figlio a chiamarlo. Il suo «orgoglio siriano», e il sospetto che sia interessato alla fortuna di Jobs, gli impediscono di farlo. «Ho i miei soldi. Ciò che non ho è mio figlio...», ha detto l’uomo, dispiaciuto per il fatto che l’ex amministratore delegato di Apple abbia riallacciato i contatti con la sorella e con la madre Joanne ma non con lui. Ha raccontato di non avere potuto impedire l’adozione, perché il padre della compagna non voleva che si sposassero e lei se ne andò a partorire a San Francisco senza dirgli nulla. Il padre poi morì e loro poterono sposarsi ed ebbero Mona. Ma il matrimonio non durò e oggi Jandali vive in Nevada con la terza moglie: «Vorrei non essere stato l’uomo egoista che sono stato per permettere a entrambi i miei figli di girarmi le spalle e prego perché non sia troppo tardi per dire a Steve cosa provo», ha concluso. Nessuno sa se Jobs gli abbia risposto. Dopo l’ultima uscita alla conferenza annuale degli sviluppatori Apple di giugno, infatti, il padre dell’i-Pad ha scelto di non apparire in pubblico. Le uniche indiscrezioni sul suo stato di salute provengono dal sito Tmz, che ieri ha pubblicato alcune foto che risalirebbero al giorno delle dimissioni: Jobs compare con una maglietta nera a maniche lunghe, molto scavato in volto, con le gambe smagrite e dei sandali da frate ai piedi, sorretto da un uomo che gli cinge il busto e gli regge una spalla.