(g.bal.) , la Repubblica 28/8/2011, 28 agosto 2011
VOLA IL PREZZO DEI DIAMANTI IN UN ANNO IL 50% IN PIÙ - MILANO
Nel 1953 i diamanti erano semplicemente i migliori amici delle ragazze. Almeno per Marilyn Monroe in "Gli uomini preferiscono le bionde". E allora Cina e India erano economie lontane anni luce dallo strapotere americano. Oggi, invece, sono proprio cinesi e indiani a spingere alle stelle le quotazioni delle gemme preziose. Migliori amici delle ragazze, certo, ma anche ottimi compagni d´investimento. Soprattutto quando la crisi non accenna a mollare la presa e sui mercati finanziari l´unica parola d´ordine è "volatilità". Caccia quindi ai beni rifugio: l´oro su tutti, il franco svizzero a seguire, ma diamanti e pietre preziose non sono da meno. A riscoprirli, negli ultimi sei mesi, soprattutto cinesi e indiani che hanno spinto domanda e quotazioni.
Dall´inizio del 2010 il prezzo sui listini ufficiali dei trader di Anversa, la capitale mondiale del settore, ha registrato un´impennata del 50% arrivando a toccare i loro massimi storici. Secondo le statistiche riportate da PolishedPrices – che monitora il mercato all´ingrosso delle gemme preziose - il valore di un diamante di massima qualità lucidato, da 5 carati (pari a un grammo), è salito da 100-120mila dollari a carato fino a 150mila dollari a carato.
L´esplosione della crisi creditizia nel 2009 aveva affossato il prezzo delle pietre grezze: la domanda era crollata, mentre l´offerta rimaneva alta. Per risollevare le quotazioni, quindi, i maggiori produttori, inclusi i sudafricani De Beers, hanno ridotto drasticamente la lavorazione industriale riequilibrando domanda e offerta. Senza immaginare che pochi mesi dopo sul mercato delle gemme si sarebbero affacciati indiani e cinesi: «L´effetto è enorme – spiega al Financial Times un analista -. In Asia la classe media emergente sta iniziando a comprare i suoi primi diamanti». Aprendo le porte verso un mercato potenziale da oltre 2,5 miliardi di persone. E con una produzione ancora limitata gli effetti a catena non mancano: «Soprattutto in Europa e negli Stati Uniti – spiega un trader –, dove gli uomini scelgono per le loro spose anelli di fidanzamento più piccoli e di forme strane per risparmiare. Un fenomeno crescente». E sì perché prima di diventare un bene rifugio i diamanti erano soprattutto prove d´amore, promesse e impegni.
Oggi, invece, c´è chi già pensa a fondi d´investimento specializzati nei diamanti ricalcando quelli dedicati al vino e all´arte. Con la consapevolezza che il prezzo delle pietre preziose, al netto dell´inflazione, è ancora lontano dal picco degli anni 80.
(g.bal.)