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 2011  agosto 28 Domenica calendario

LA VERA FORT KNOX? NEI CASSETTI DEGLI ITALIANI

La vera Fort Knox? È nelle case – e nelle cassette di sicurezza – degli italiani, che negli ultimi cinquant’anni hanno acquistato bracciali, anelli, collane e altri oggetti di oreficeria in oro al ritmo stimato di circa 200 tonnellate l’anno. Poco per volta i circa 25 milioni di famiglie del nostro Paese hanno accumulato un vero e proprio tesoro: circa 10mila tonnellate di oro sotto forma di articoli di oreficeria, una "riserva aurea" equivalente a circa 7.500 tonnellate di oro greggio, quasi quanto le riserve custodite dalla Federal Reserve statunitense, e il cui valore agli attuali prezzi di mercato si aggira intorno ai circa 225 miliardi di euro, cifra che corrisponde a circa il 15% del Pil e al 12% del debito italiano.

La notizia non è mai apparsa in alcuna statistica ufficiale, neppure nelle pubblicazioni della Banca d’Italia sulla ricchezza delle famiglie italiane.

Tale disponibilità di oro non risulta neanche da statistiche di mercato, in quanto negli ultimi cinquant’anni le vendite di oreficeria dai negozi venivano rilevate solo in base a dati che sottostimavano il fenomeno.

La riscoperta di questo tesoro dormiente è legata al fenomeno dei negozi di "Compro Oro", che negli ultimi anni sono nati come funghi: attualmente si stima che nel nostro Paese ve ne siamo circa 7mila, che si aggiungono alle 20mila gioiellerie, anch’esse spesso disponibili ad acquistare oro usato dai privati. Il fenomeno si è diffuso progressivamente dal 2006, da quando cioè il prezzo dell’oro – che per circa 35 anni si era mantenuto stabile attorno ai 10 euro al grammo – ha iniziato a crescere continuamente, fino a superare recentemente i 35 euro al grammo.

Con l’oro che aggiorna continuamente i record, dalla miniera casalinga degli italiani si stanno estraendo quantità crescenti di vecchi gioielli, da ritrasformare in materia prima. Molto spesso l’oro greggio, sotto forma di lingotti, prende poi la via della Svizzera.

Si stima che i negozi "Compro Oro" abbiano acquistato circa 500 tonnellate di oreficeria usata nell’ultimo anno. Dall’altro lato, il consumo tradizionale di prodotti finiti di gioielleria-oreficeria, a causa dell’elevato prezzo della materia prima, langue ormai da qualche anno e sta provocando una grave crisi nei distretti orafi tradizionali (Vicenza, Arezzo e Valenza Po).

Nel 2010 si quantifica in circa 25-30 tonnellate di oro greggio il consumo del mercato interno, mentre il riacquisto di oro vecchio ammonta a circa 350 tonnellate. In base a tali dati il paese Italia è diventato il più grande "produttore" di oro greggio del mondo, surclassando le miniere della Cina e del Sudafrica.

A mantenere sostenuto il prezzo dell’oro dal 2007 contribuisce in gran parte una domanda supplementare, il cui peso è cresciuto moltissimo, tanto da superare in alcune fasi quella più tradizionale espressa dal settore della gioielleria. Tale domanda ha raggiunto le 2mila tonnellate nell’ultimo anno.

Tenuto conto che tutto l’oro estratto fino ad oggi nella storia equivale a 160mila tonnellate – una quantità che si potrebbe racchiudere in un cubo con i lati di 20 metri – appare evidente che l’oro rappresenta un bene molto raro rispetto alle altre forme di investimento disponibili sul mercato. Ma l’interesse degli investitori sembra destinato a restare forte ancora a lungo, a causa dell’attuale clima di incertezza economica mondiale.