FABIO MINI , la Repubblica 28/8/2011, 28 agosto 2011
I PROFESSIONISTI DELLA GUERRA
Tra i professionisti che combattono in questi giorni in Libia ci sono anche contractors, ovvero mercenari. La Libia già pullulava di privati addetti alla sicurezza di qualcosa o qualcuno per conto delle compagnie. Con la guerra molti si sono trasformati in combattenti e anzi non è escluso che i primi moti siano stati organizzati da mercenari ed è sicuro che le prime repressioni siano state condotte da truppe libiche affiancate da mercenari essenzialmente africani. Con la penosa evoluzione delle operazioni, l´indecisione della Nato, i tentennamenti politici internazionali, l´aumento delle parti interessate e l´innalzarsi della posta in gioco praticamente tutti gli attori della crisi hanno dovuto rivolgersi alle cosiddette Compagnie Militari Private. Gheddafi ha assoldato mercenari e i sostenitori occulti degli insorti hanno fatto altrettanto. I servizi segreti di mezzo mondo ormai si avvalgono di mercenari per i lavori più sporchi e imbarazzanti e così alcune nazioni in guerra, altre ufficialmente non in guerra e le varie compagnie petrolifere e commerciali si sono rivolte a loro per tutelare i propri interessi. I "contratti" sono aumentati e altri mercenari e perfino agenti speciali che si spacciano per mercenari hanno assunto i soliti compiti di organizzazione delle operazioni mediante i provocatori: i cosiddetti hair trigger capaci di far precipitare ogni situazione. Il valore aggiunto offerto dai mercenari, più che la professionalità, è l´assoluta indifferenza per ogni vincolo non contemplato dal contratto e il rispetto della consegna del silenzio sui veri mandanti: ecco perché il caos libico è destinato a essere l´habitat perfetto di ogni mercenario.