varie, 29 agosto 2011
Valeria Mariani, 27 anni. «Bravissima ragazza», impiegata di banca a Seregno, una laurea e gli studi in corso per una seconda, fino a qualche tempo fa catechista di un gruppo di adolescenti, per oltre due anni aveva convissuto a Como col fidanzato Giovanni Avogadro, 31 anni, idraulico, capocantiere per un’impresa svizzera, una passione per l’arrampicata, «riservato, educato, gentile»
Valeria Mariani, 27 anni. «Bravissima ragazza», impiegata di banca a Seregno, una laurea e gli studi in corso per una seconda, fino a qualche tempo fa catechista di un gruppo di adolescenti, per oltre due anni aveva convissuto a Como col fidanzato Giovanni Avogadro, 31 anni, idraulico, capocantiere per un’impresa svizzera, una passione per l’arrampicata, «riservato, educato, gentile». I due a giugno erano stati in vacanza insieme, poi lei, un mesetto fa, l’aveva lasciato ed era tornata a vivere a Desio coi genitori. L’altra mattina l’Avogadro, dopo essersi procurato chissà come una pistola calibro nove per 21 di fabbricazione ceca, la aspettò sotto casa e appena la vide uscire per andare al lavoro la chiamò per nome e le sparò sette colpi nella pancia. Quindi si puntò l’arma alla tempia e fece fuoco. Il padre della Mariani, sentiti gli spari, si precipitò fuori dalla sua villetta e vide i ragazzi in terra, uno accanto all’altro, in una pozza di sangue: l’Avogadro era già cadavere, la figlia gli morì tra le braccia. Verso le 8 di mattina di lunedì 29 agosto in via Padre Kolbe a Desio, in provincia di Monza e Brianza.