Guido Olimpio, Corriere della Sera 29/08/2011, 29 agosto 2011
LA PAURA (PREMATURA) DELLA SHARIA
Il Comitato dell’opposizione ha finalmente svelato l’identità di tutti i suoi membri e tra questi solo il responsabile del consiglio supremo militare Abdel Hakim Bel Haj è legato alla Fratellanza musulmana. Magari altri lo sono ma preferiscono mantenere il riserbo sulle loro simpatie.
Nella bozza di Costituzione — come abbiamo indicato nei giorni scorsi — si afferma che la legge islamica (la Sharia) sarà «la fonte di ispirazione della legge dello Stato». Sono segnali di una lenta infiltrazione islamista? È presto per dirlo, in tanti lo temono.
La Fratellanza è presente in Libia, però soffre dei contatti avuti con il regime e in particolare con il figlio di Gheddafi, Saif Al Islam. Un modo per sopravvivere alla repressione ma che ha minato la credibilità del movimento agli occhi degli altri oppositori.
I Fratelli, come in altri Paesi del Medio Oriente, giocano sul lungo termine e se la rivoluzione dovesse disattendere i «sogni» sono pronti a offrire alternative. Inoltre un aiuto potrebbe venire dal Qatar. L’Emirato ha svolto un ruolo chiave in questa crisi ed è molto vicino alla Fratellanza.
Sono minoritari anche gli islamisti radicali che, tuttavia, puntano su due elementi: la determinazione e le stigmate del «martirio» rappresentate dai combattenti offerti alla causa.
Il Comitato vuole recuperare i militanti che in modo vago o diretto si ispirano ad Al Qaeda. Non sarà facile ma ci prova, anche con l’aiuto di un’associazione britannica che rieduca i terroristi. Intanto i duri e puri aspettano studiando le mosse dei neo dirigenti e le prospettive politiche.
Quanto alla legge islamica va precisato che «fonte di ispirazione» non significa un’applicazione diretta della Sharia come avviene in Arabia Saudita. Per alcuni è soltanto un riferimento per ampliare una base dove pesano molto nazionalisti e laici. Tutto però cambia e può cambiare ancora. E molto dipenderà da quanto avverrà nelle prossime settimane in Libia.
Giudo Olimpio