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 2011  agosto 28 Domenica calendario

«TROPPI IPOCRITI SULLA TV TRASH» —

Si direbbe che è un abisso quello che divide uno showman di talento dalla televisione trash. Se sei divertente, sai improvvisare, riesci a divertire... se sei Fiorello, chi si azzarderebbe mai a definirti trash? Eppure, secondo Teo Mammucari, il segreto è «la frequenza con cui sali sul ring. Fiorello è un grande, ma sul ring sale poco. Non si butta con nuovi programmi. Ci vuole abilità anche nel capire di essere arrivati a un punto e ritirarsi. Ma è più facile. È semplice andare su Sky, senza sapere quanti ti guardano. Lui è stato bravo a raggiungere quel punto in cui ti danno più soldi per fare una pubblicità che un programma. Io mi sento come un calciatore con un contratto: non posso dire sempre no questo non lo faccio. Sul ring ci salgo».
Con un tono di voce pacato e senza l’ironia che ti aspetteresti da lui, il conduttore rivela che l’unica clausola che pone nella sua carriera è «testare» nuovi programmi. «Voglio fare cose mai viste. Finora i risultati ci sono stati. Trovo giusto cambiare, misurarsi con altro. È il motivo per cui ho detto no alla seconda edizione di "Libero" o alla conduzione delle "Iene": ci sono nato, perché tornarci? Guarda Alessandro Greco: ha fatto "Furore", "Furore", "Furore", e poi?». Allergico all’ipocrisia, Mammucari svela quella dei suoi colleghi: «Sento spesso conduttori lamentarsi sulla tv che non si rinnova: "Mi impongono di fare sempre le stesse cose". Ma chi te lo impone? Dì di no. Certo guadagni di meno. Per dire, io non faccio neanche le telepromozioni». Perché? «Perché non mi trovo a dire: mangiate i sofficini. Faccio altro». Il suo prossimo appuntamento con la novità è il 7 settembre, in prima serata su Italia 1, con «The Cube-La sfida». «Per farlo sono andato a Londra, in studi iper tecnologici. È un game show articolato, fortissimo». Lo show si basa su alcuni giochi mentali che i concorrenti (italiani che vivono all’estero) devono risolvere per vincere 100 mila euro.
Ma è uno di quei programmi che va visto per essere capito. In questo caso, anche per assistere a un lato inedito di Mammucari, che ritroveremo molto più posato. «Il fraintendimento è che non sono io che cambio ma mi adeguo al format. Qui è così forte che il conduttore deve solo non rovinarlo. Nella vita sono uno che fa yoga e meditazione trascendentale. Mi ha sempre fatto soffrire essere definito cattivello, tagliente. Quando l’ho fatto era perché il format lo richiedeva. A "Libero", per provocare. O a "Veline", perché credevo non bastasse fare quattro mosse su un bancone per vincere. Ho lavorato su quei programmi. Poi ho visto anche come li hanno condotti Greggio e Iacchetti, con la mano sinistra». Eppure è lei ad essere spesso abbinato alla tv spazzatura. Le dispiace? «Si. Ma quando sposo un programma mi chiedo solo se può divertire. Credo sia sano tutto quello che allontana lo stress. Anche la comicità leggera. Trovo molto più trash quando vedo conduttori istituzionali rivolgersi al pubblico e dire cose come: ed ecco a voi la grande attrice Maria Monsé. Mi spiace se mi pensano trash, ma per strada la gente mi guarda e inizia a ridere. Sempre. Mi vedono e dicono: oddio scusa mi viene da ridere. E per me è la cosa più bella, la soddisfazione più grande. Trash è chi usa la cronaca nera in tv, trash è Giletti. Sono i conduttori educati ma che non ti danno niente. Trash è Rai International: se penso che è l’immagine della tv italiana che diamo nel mondo, me ne vergogno. Anche Sanremo: ci trovi sul palco la Canalis. Non mi dite per il suo talento».
La accusano anche di trattare male le donne con cui lavora... «Flavia Vento esisteva perché esistevo io. Quando ho smesso di parlarne è sparita da sola. La verità è che ho lavorato sulle ragazze con cui ho fatto un programma». Con Belén Rodriguez ha condotto «Scherzi a parte»... «Ma prima era venuta a fare il provino per "Distraction". Non l’avevo presa perché mi aveva detto: se ti può servire sono la fidanzata di Borriello, il gossip è sempre utile. Infatti il suo percorso lo vediamo».
E lei? Tornando indietro cambierebbe qualcosa nella sua carriera? «Facendo sempre cose nuove gli errori li capisci solo dopo. Ho pagato per questo. Se tornassi indietro rifarei tutto, ma in modo diverso».
Chiara Maffioletti