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 2011  agosto 29 Lunedì calendario

ACQUISTI ONLINE E NEI MERCATINI. GLI STUDENTI CONTRO IL CARO LIBRO

ACQUISTI ONLINE E NEI MERCATINI. GLI STUDENTI CONTRO IL CARO LIBRO -

Il trucco c’è e i librai lo conoscono bene. Alle bancarelle di lungotevere Oberdan è caccia alle edizioni «spezzettate». Come dire: per i testi scolastici di storia e letteratura, tra nuove e vecchie pubblicazioni, quel che muta è (quasi sempre) l’indice. Così il volume 1 (copertina viola, anno 2008) di un noto libro di storia per le scuole medie titola: «Dalla crisi dell’Impero romano al XV secolo». Edizione che nel 2009 è solo diversamente periodizzata: il terzo volume rosso presenta contenuti «dall’Ottocento ai giorni nostri» mentre il terzo (copertina blu, anno 2008) è strutturato «dall’Alba del Novecento ai giorni nostri». Con la mole di testi richiesti al primo anno di liceo, e scuola media, non è facilissimo orientarsi nel mare magnum dell’usato. E risparmiare. Massimiliano Francia, portavoce dell’associazione librai di lungotevere Oberdan, conosce le specifiche di ogni edizione e dispensa consigli ai genitori che, anche di domenica, affollano lo storico mercatino romano: «Con i tempi che corrono l’affluenza è decisamente aumentata — commenta Francia — arrivano richieste dalle scuole di tutto il Lazio, non solo Roma. Eppoi genitori che lavorano nei ministeri ma vivono a Salerno, in Toscana e vengono qui a comperare i libri per i figli». Da oggi, al lungotevere Oberdan, si iniziano a fare veri affari: i 22 banchi resteranno aperti fino al 4 ottobre. E, quest’anno, il Municipio XVII ha concesso un mese di proroga per 12 librai.
Al mercato dell’usato gli sconti variano dal 30% al 50%. Il prezzo di alcuni libri, più vissuti, può scendere del 70%. E, se si è fortunati, è possibile trovare volumi nuovi scontati del 25%: «Sono i testi resi dalle librerie — conferma Massimiliano Francia — alcuni ce li vendono invece di darli indietro agli editori». Una famiglia che riesce a districarsi tra gli inciampi delle nuove/vecchie edizioni può risparmiare dalle 50 alle 300 euro. «Non dovrebbero permettere i trucchetti delle edizioni spezzettate — chiosa la signora Annalisa Capone che ha un figlio al liceo Seneca e un altro in prima alla media Esopo — o si offre qualcosa di nuovo o gli editori non possono lucrare sulle famiglie». Secondo i librai «Oberdan», sono gli iscritti al classico a spendere di più. Ma la vera stangata si abbatte sugli studenti degli istituti tecnici: carissimi i manuali di economia aziendale, scienza delle finanze, informatica, aeronautica. «Non si spendono meno di 60-70 euro a libro — conclude Massimiliano Francia — E per le materie scientifiche, matematica esclusa, servono edizioni aggiornate».
L’usato si fa strada nelle librerie: si veda Melbookstore (in via Nazionale 254) e la libreria Micozzi (via Giuseppe Ferrari 39). E non mancano le scuole che si organizzano con mercatini contro il caro libri: «Lo scambio tra le famiglie è un ottimo metodo per risparmiare — commenta Donatella Poselli dell’Unione italiana genitori — Anche se le scuole dovrebbero garantire biblioteche con testi in comodato d’uso». Le iniziative in progress si moltiplicano: da oggi al 24 settembre, in piazza Ennio Flaiano, è allestito il «Mercatino del Libro Usato» promosso dal IV Municipio che ha messo a disposizione stand dove i ragazzi delle scuole del territorio possono esporre e vendere i propri testi scolastici. Altrettanto gettonata è la compravendita via Web. Negli ultimi anni i siti di scambio diretto tra gli studenti sono proliferati: niente file, basta un click per iscriversi e acquistare. E su internet è possibile trovare dizionari (e cartoleria) a prezzi scontati: come succede su Superbook.it che, in più, offre un servizio di consegna a domicilio dei libri per gli studenti degli istituti che hanno sottoscritto una convezione con il sito. Giulio Cesare, Aristofane, Primo Levi, Newton, tecnico Giulio Verne: in questo caso anche la scuola ci guadagna ricevendo dal sito internet una percentuale sul totale dei libri venduti. Quando si dice, la «finanza creativa».
Simona De Santis