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 2011  agosto 27 Sabato calendario

Il pianeta è sempre più tondo Malato di obesità uno su tre (2 articoli) - Sono persino di più degli abitan­ti della Cina, che è la nazione più po­polosa del mondo

Il pianeta è sempre più tondo Malato di obesità uno su tre (2 articoli) - Sono persino di più degli abitan­ti della Cina, che è la nazione più po­polosa del mondo. Sono un miliar­do e mezzo le persone sovrappeso e un altro mezzo miliardo quelle obese. Vuol dire che quasi un abi­tante del pianeta su tre ha problemi con la bilancia. Il dato più preoccu­pante è quello sui bambini: ben 170 milioni sono obesi o troppo grassi. Tanto che la rivista scientifica Lan­cet ha dedicato un numero speciale alla«pandemia obesità».Si salva so­lo qualche regione dell’Asia, come Giappone e Cina, e in Europa l’iso­la felice dei magri è l’Olanda, grazie in particolare alla sana passione per la bicicletta. Per il resto il nostro peso specifi­co cresce senza controllo. E secon­do la ricerca di Lancet , a differenza delpassatoilproblemacolpisceso­­prattutto i poveri, vittime del cibo spazzatura. Dieta sana e attività fis­i­ca salutare sono riservate a chi se le può permettere. Le differenze tra Paesi sono evidenti in particolare per le donne. In Cina solo una don­na su venti è obesa, mentre negli Stati Uniti lo è una su tre. I più grassi del mondo sono gli abitanti della isole di Nauru, Tonga e Cook in Oce­ania, patria non a caso di molti cam­pioni di sumo. A Tonga sette donne su dieci sono obese. Ma quando si è «tecnicamente» obesi? Dipende dall’Indice di massa corporea, che si calcola dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza in me­tri. Se il risultato è tra 18,5 e 25, va tut­to bene, se è tra 25 e 30 si è sovrappe­so, se è superiore a 30 si è ufficial­menteobesi. «Oppure, conunsiste­ma più semplice, basta misurare il giro vita - spiega Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ri­cerca sull’obesità dell’Università di Milano - . Sopra gli 88 centimetri nelle donne e sopra i 102 negli uo­mini significa essere obesi. Il gras­so pericoloso per la salute infatti si concentra a livello addominale». Il professor Carruba condivide l’al­larmedeicolleghiinglesieamerica­ni. «Da noi gli obesi sono il 10 per cento della popolazione e cresco­no del 2,5 per cento ogni cinque an­ni - continua - . Si aggiungono al 37 per cento di italiani sovrappeso. Di più:per il futuro prevediamo un’im­pennata, visto che in Italia il tasso di obesità infantile è più alto che al­trove( il34% deibambinipesatrop­po, ndr ). E un bimbo obeso diventa un adulto obeso nel 75-80 per cen­to dei casi. Non solo perché magari ha ereditato dai genitori una predi­sposizione al sovrappeso, ma so­prattutto perché è stato educato a un’alimentazione e a uno stile di vi­ta non corretti ». Nei paesi industria­lizzati il fattore sociale è importan­te. «Non è tanto la povertà quanto il livello di scolarizzazione e di cultu­ra a fare la differenza­ aggiunge Car­ruba - . In Italia poi abbiamo pur­troppoabbandonatoladietamedi­terranea, che ci aveva sempre pre­servato dall’obesità e dalle malat­tiecardiovascolari. Mangiamopeg­gio dei nostri padri e facciamo me­no movimento». Un’équipe di psi­cologi australiani suggerisce di cu­rare l’obesità come l’anoressia, cioè incidendo sulla capacità del cervello di programmare il compor­tamentoalimentare. Mentreglistu­d­iosiinterpellatida Lancet suggeri­scono ai governi di tassare il «junk food».Uno di loro,Kevin Hall,sotto­li­nea inoltre che basterebbe rinun­ciare a 250 calorie al giorno, l’equi­valente di uno snack al cioccolato, per perdere 13 chili in tre anni. Con­clude il docente milanese: «Niente diete disumane ed estemporanee. Il vero e unico rimedio è modificare il nostro stile di vita, adottando un’alimentazione equilibrata e fa­cendo attività fisica. In modo gra­duale e vita natural durante». Cristina Bassi +++ «Peso più di un quintale, ma mi sento magro... » - L’obesità un problema? Non dite­lo a Giampiero «Bisteccone» Galeaz­zi. Uno che lavora, balla e mangia manco fosse magro come un chiodo. Incurante del fardello da un quintale super-abbondante che si porta ap­presso da mattina a sera. Sa che in Australia sarebbe consi­derato un malato da curare? «Ah sì? Ma se io non mi sento nem­meno grasso! ». SuvviaGiampiero, qualchechilet­to di troppo ce l’ha… «È una cosa che mi dice la gente. Fi­no ai 45- 50 anni io ero magro, forse an­che troppo magro. Poi sono ingrassa­to, ma in modo naturale, senza che nemmeno me ne accorgessi. Per que­sto non è una cosa che mi pesa più di tanto...». Non è che la pancia sia colpa del cosiddetto junk food? «Che?Ma quale cibo spazzatura!Io sono un obeso atipico. Ero un atleta olimpico, sonoingrassatoquandoho smesso di allenarmi e gareggiare. Unacosasempliceenaturale, appun­to. Mica sono il tipo che si riempie di hamburger, merendine e bevande zuccherose!». Gli esperti dicono che certe pie­tanze siano da bandire da tv e cartel­loni pubblicitari. È d’accordo? «Certo, hanno ragione. Manca una corretta cultura dell’alimentazione, soprattutto tra i ragazzi. Credo che a scuola sarebbe da rendere obbligato­ria l’educazione al cibo sano». Dica la verità, qualche svantag­gio a essere grasso ci sarà pure… «Davvero, nel mio caso no. Io fac­cio tutto come quando ero in forma. Ballo pure come una volta. E non mi sento affatto discriminato dagli altri. Nel lavoro e nei rapporti sociali conta­no la personalità e l’intelligenza, mi­ca ciò che dice la bilancia. Poi ok, se prendiamo in esame altre persone, al­lora ci sono questioni serie da affron­tare. C’è chi per esempio non riesce nemmeno più ad alzarsi dal letto o a camminare. Ma per fortuna non è il mio caso». Marco Guidi