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 2011  agosto 26 Venerdì calendario

SMS, SMART-PHONE E VERTICI SEGRETI LEZIONI AI RIBELLI PER IL DOPO-GHEDDAFI - NEW

york - Arriva l´aiuto più atteso per gli insorti: l´Onu sblocca 1,5 miliardi di dollari di Gheddafi, congelati dopo le sanzioni. Gli Stati Uniti ce l´hanno fatta a strappare il sì del Consiglio di sicurezza, è un prezioso "salvagente" per il governo provvisorio che ha appena annunciato il trasferimento della sua sede a Tripoli. Anche se i fondi sequestrati a Gheddafi solo negli Usa sono venti volte superiori, il primo "anticipo" di 1,5 miliardi potrà servire ad attivare aiuti umanitari essenziali per la popolazione libica. L´accordo al Palazzo di Vetro raggiunto ieri sera corona una serie di iniziative americane meno "visibili", in appoggio alle forze del Tnc. Le avanguardie degli insorti penetrate a Tripoli, insieme con le armi avevano degli smart-phone e una serie di sms già pronti da inviare alla popolazione. "Non danneggiate gli edifici pubblici, servono al futuro della Libia": questo è uno degli sms partiti in simultanea verso decine di migliaia di cellulari degli abitanti di Tripoli. Lo rivela il Washington Post in un retroscena sulla conquista della capitale: c´è una regìa anglo-americana, frutto di preparativi durati molti mesi. Con un obiettivo: "Evitare Bagdad 2003". Dalla prevenzione di atti di sabotaggio e vandalismo, fino ai piani d´emergenza per installare rapidamente un´amministrazione locale funzionante: tutto fa parte di una preparazione che ha coinvolto il governo provvisorio del Tnc, la diplomazia americana e inglese, e la collaborazione del Qatar. "Siamo a uno snodo cruciale nella transizione - dichiara al Washington Post Jeffrey Feltman, numero uno per il Medio Oriente al Dipartimento di Stato - ci sono molte sfide impellenti e la sicurezza è solo una di queste". La pianificazione del dopo-Gheddafi ha avuto inizio a metà marzo, ancor prima che l´Onu approvasse la risoluzione sulla no-fly zone. E ad aprile gli emissari di Washington e Londra hanno cominciato a fare la spola tra Bengazi (la prima città liberata dagli insorti nonché sede del Tnc) e Doha nel Qatar dove spesso si ritrovavano i capi della rivolta. "L´attenzione prioritaria - ha rivelato un alto esponente dell´Amministrazione Obama che partecipava a quegli incontri - era dedicata all´inclusione di ampie forze della società libica, insieme coi problemi della sicurezza e dell´ordine pubblico". La priorità è evitare la disgregazione tribale, nonché il caos che seguì alla caduta di Saddam Hussein in Iraq. Americani e inglesi hanno presentato al Tnc proposte dettagliate anche su aspetti pratici: come ripristinare la corrente in caso di sabotaggi alle centrali elettriche di Tripoli; attivare circuiti alternativi per l´approvvigionamento alimentare; fornire stipendi e benzina ai dipendenti pubblici per impedire interruzioni nei servizi essenziali. In quei meeting segreti è nata anche l´idea degli sms, per prevenire un clima di anarchia nel dopo-Gheddafi inviando segnali di stabilità alla popolazione di Tripoli. Le triangolazioni di Doha hanno messo in luce il ruolo prezioso svolto dal Qatar. Da tempo questo emirato del Golfo si è distinto dalle monarchie petrolifere più reazionarie, abbracciando la causa della "primavera araba". Il Qatar è stato il primo Stato arabo a partecipare alla no-fly zone offrendo così una copertura politica importante alla Nato. Ha ospitato i leader ribelli a Doha, li ha aiutati a crearsi una rete televisiva. Dall´inizio della "primavera araba" è decisivo il ruolo di Al Jazeera, la rete tv del Qatar che è diventata la voce della protesta contro le dittature.