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 2011  agosto 27 Sabato calendario

«VI FARO’ RIDERE RACCONTANDO LA GUERRA»

«No, non è una commedia, è un film comico». Alba Rohrwacher è una ragazza precisa, ed è meglio non contraddirla. E´ giurata alla Mostra di Venezia («Un grandissimo onore»), dove, nella Settimana della critica, sarà presentato il nuovo film che ha interpretato, Missione di pace, l´opera prima di Francesco Lagi prodotta da Donatella Botti e Rai cinema. Ha il ruolo di Maria, una soldatessa. Difficile immaginarla in tuta mimetica, «invece è perfetta» racconta Lagi, 33 anni, fiorentino, uscito dal Centro Sperimentale «sale anche sui carrarmati. Ci sono tante commedie d´autore sulla guerra, ma hanno sempre un risvolto amaro. Il nostro è grottesco, sullo sfondo della caccia ai criminali di guerra nella ex Jugoslavia i meccanismi comici nascono dal conflitto privato tra il generale Vinciguerra - Silvio Orlando e il suo peggior nemico, il figlio pacifista, Francesco Brandi. Scrivendo la storia con Umberto Contarello, Filippo Gravino e Marco Pettenello ci siamo presi grandi libertà, se devo pensare a un modello ideale è M. A. S. H le musiche del film sono di Bugo, che ha anche un piccolo ruolo».
Dopo i premi, i riconoscimenti, la bella prova nel film di Saverio Costanzo La solitudine dei numeri primi, la Rohrwacher si è presa un periodo di pausa ed è volata in Germania. Ha girato Gluck di Doris Dorrie, in cui ha il ruolo di una rifugiata di guerra. A fine settembre tornerà sul set con Silvio Soldini (che l´aveva diretta in Cosa voglio di più) per Il comandante e la cicogna al fianco di Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston.
Alba, dopo i red carpet da attrice, quest´anno è giurata alla Mostra.
«Per me è un grande onore. Ero già stata a Venezia per il film di Pupi Avati Il papà di Giovanna, un´esperienza bellissima, poi con Luca Guadagnino per Io sono l´amore . Nel 2010 ero in concorso con la La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo e fuori concorso con Sorellemai di Marco Bellocchio. Quest´anno sarà un impegno diverso, è una gioia e anche una responsabilità».
Come si racconta una missione di pace in chiave comica?
«La sceneggiatura è piena di idee, il film è insieme comico e d´avventura, il generale si trova inaspettatamente a combattere la sua guerra col figlio, sognatore rivoluzionario che immagina di incontrare Che Guevara, Filippo Timi. Tutto si può raccontare in chiave comica, la vita, nelle situazioni più diverse, ha spesso risvolti ridicoli».
Con Orlando vi ritrovate dopo Il papà di Giovanna
«Silvio è un attore strepitoso e anche Francesco Brandi, che nella vita è il nipote, porta una cifra sua, il duello che combattono fa veramente ridere. Mi piace lavorare alle opere prime, con Francesco Lagi abbiamo frequentato il Centro sperimentale e parte della troupe era formata da ragazzi che venivano dalla stessa esperienza. Sarebbe bello ritrovarsi ancora tra dieci anni».
Perché è sparita dopo La solitudine dei numeri primi?
«A un certo punto sono usciti tutti i film che avevo interpretato, ho avuto bisogno di stare da sola, prendermi il mio tempo per capire cosa potevo proporre ancora, sono la prima ad annoiarmi di me, figuriamoci gli altri. Così sono partita per la Germania, un´esperienza nuova. A Berlino con Doris Dorrie ho fatto un lungo provino per il film, recito in tedesco. Gluck è tratto da un racconto di Ferdinand von Schirach, autore di storie tratte da casi giudiziari estremi».
Sua sorella Alice con Corpo celeste si è rivelata una regista di talento. Pensate di fare qualcosa insieme?
«Ci piacerebbe da sempre. Siamo legatissime, ci vogliamo bene e litighiamo, come tutti i rapporti d´amore. L´idea c´è, non so quando diventerà un film».