Michele Serra, la Repubblica 27/8/2011, 27 agosto 2011
CORSIVI
Mentre scrivo Gheddafi viene segnalato in antri tripolitani, addirittura "in un buco" dal quale snidarlo come si fa con i conigli (coniglio e cunicolo hanno lo stesso etimo). Torna in mente una densa poesia satirica di Riondino, "I dittatori scavano cunicoli", scritta per Cuore nel ´92 in onore di quella vecchia canaglia di Saddam. Non solo i dittatori, anche i boss mafiosi spesso hanno destini cunicolari, vite da intercapedine e sepolture da vivi. Il potere ha uno zenit e un nadir, erige statue dorate che sembrano sfidare gli dei e intanto scava nascondigli nel sottosuolo, e si rintana presagendo il momento in cui quelle statue saranno sradicate, e il volto del Sire farà da zerbino alle suole dei rivoltosi, e da bersaglio ai loro sputi. Nei buchi portano con sé almeno un poco della refurtiva, tracce della passata gloria che a vederle riesumare, poi, fanno più tenerezza che rabbia, come la Cinquecento burinissima del raìs. Nell´estremo rifugio di Ceausescu trovarono (si dice) congelatori con migliaia di cosce di pollo, e chissà dove teneva le riserve di ketch-up.
Solo una volta, in un tigì, vidi le immagini inattese di un pertugio camorrista nel quale non c´erano Jacuzzi e neanche gli immancabili e vergognosi santini e altarini, c´erano libri. Riconobbi una copertina Adelphi. Perfino il potere, che è la cosa più noiosa e volgare del mondo, può riservare sorprese, e imboccare le vie di fuga vere.