E. Messina, Novella 2000, n. 35, 01/09/2011, p. 27, 1 settembre 2011
DORIA PAMPHILJ: RIESPLODE IL CASO DEI FRATELLI COLTELLI
Il mancato trasferimento di una mostra da Roma a Genova ha riportato su tutti i giornali il caso della lite tra i due fratelli di una delle più nobili e antiche famiglie italiane, Jonathan e Gesine Doria Pamphilj, unici eredi di un casato che vanta tra gli avi 1’ammiraglio genovese Andrea Doria e Papa Innocenzo X. Da una parte, c’è la cattolicissima famiglia di Gesine, madre di quattro figlie femmine avute dal marito Massimiliano Floridi, esperto d’arte da poco ordinato diacono con la facoltà di celebrare battesimi. Dall’altra c’è la famiglia arcobaleno di Jonathan, gay dichiarato, "sposato" secondo la civil partnership inglese (lui ha passaporto britannico) con il brasiliano Elson Edeno Braga, genitore, grazie a madri surrogate, di due bambini, Emily e Filippo Andrea, e paladino
dei diritti delle coppie omosessuali: Jonathan ed Elson erano in prima fila al Gay Pride 2009 di Genova. In mezzo ai due eredi, un patrimonio immenso: palazzo Doria Pamphilj con una collezione privata di 650 quadri tra Caravaggio, Rubens, Tiziano e Velàzquez, 150 tra appartamenti e negozi, il palazzo Andrea Doria di Genova, una tenuta agricola e il Collegio Innocenziano di Piazza Navona.
Patrimonio che, per volontà della madre dei rampolli, donna Orietta Doria Pamphilj, deve restare indiviso e invenduto. Finché l’unica ad avere figli naturali era Gesine, tutto filava più o meno liscio tra i fratelli, nonostante inevitabili divergenze di mentalità. Ma, dopo la scelta di Jonathan di diventare padre con la fecondazione assistita, tra gli eredi, che a loro volta sono figli adottivi di donna Orietta e del console inglese Frank Pogson, è scoppiata la guerra: Gesine ha chiesto al tribunale di Roma il disconoscimento della paternità del fratello. Il suo timore, dice, è che il patrimonio vada disperso e che le due madri surrogate possano un giorno rivendicare qualche diritto. In ballo c’è anche la trasmissione del cognome: l’unico maschio è Filippo Andrea, nato in Ucraina nel 2007 e che ora, con la sorella Emily, gioca tra i Rubens e i Caravaggio di palazzo Doria Pamphilj, frequenta un asilo della capitale e parla inglese e portoghese. Nel dicembre 2010 il tribunale ha respinto l’istanza di Gesine e l’aria in famiglia si è fatta più tesa: nonostante abitino sotto lo stesso tetto del grande palazzo romano, i due fratelli non si parlano da anni.
L’ultimo contenzioso riguarda una mostra di quadri della collezione privata di famiglia organizzata dal marito di Gesine, ma senza il consenso di Jonathan, che ora, in quanto proprietario al 50 per cento delle opere, nega il loro trasferimento nel palazzo genovese. Ma la posta in gioco è molto più alta del trasloco di una manciata di quadri. Anche se del Caravaggio.