Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

Una matta penserete voi: e invece no- Ce l’avevo sul comodino da mesi e finalmente, in vacanza, l’ho letto

Una matta penserete voi: e invece no- Ce l’avevo sul comodino da mesi e finalmente, in vacanza, l’ho letto. Lo sapevo che era bello, l’avevo intuito. Col mio emisfero destro del cervello. La scoperta del giardino della mente di Jill Bolte Taylor è la storia di una ricercatrice e neuroscienziata di trentasette anni, laureata ad Harvard, alla quale una mattina, mentre è sola in casa, esplode un capillare nell’emisfero sinistro del cervello e le provoca un danno cerebrale devastante: «Nelle quattro ore successive, con gli occhi curiosi di neuroanatomista, assistetti al crollo completo della capacità della mia mente di elaborare informazioni. Alla fine di quella mattinata non riuscivo più a camminare, parlare, leggere, scrivere o ricordare eventi della mia vita». Terribile, eh? Ma la dottoressa Taylor è un bel tipo e una brava scienziata. Il suo cammino verso la guarigione dura otto anni, nel corso dei quali sperimenterà il doppio ruolo di medico e paziente e rifletterà su parecchie cose importanti. La scoperta del giardino della mente non è solo la storia di un’esperienza straordinaria, ma qualcosa di più. Jill, dopo l’ictus, non è più stata la stessa di prima: è diventata una persona migliore. Perché mentre l’emisfero sinistro del suo cervello era fuori uso, si è divertita un sacco con quello destro, ha scoperto la pace, il senso di comunione con la natura e l’universo, il potere delle emozioni e del distacco da esse, e ha deciso di imparare a usarlo anche quando sarebbe guarita. L’emisfero destro è quello della creatività, delle intuizioni; il sinistro quello analitico e razionale. Ora che è guarita, la dottoressa Taylor ha ricominciato a occuparsi di ricerca, ma in più canta e crea sculture in vetro colorato, felice di vivere e forte di una nuova pace e forza interiore. Una matta, state pensando, lo so. Una delle tante sciroccate che «hanno visto la luce». Una dritta, secondo me. Che ha imparato come «si possono disattivare i circuiti dell’ira, della gelosia o della frustrazione per attivare quelli della gioia e della felicità, cambiando le sorti della nostra vita e, di conseguenza, il mondo attorno a noi». L’ho sempre detto, io, che il mio emisfero destro la sapeva lunga. La lettura della Scoperta del giardino della mente è decisamente consolatoria, è la Bibbia di quelli che «io me lo sentivo». Eppure, mi sento di consigliarla come lettura di fine vacanze ai lettori più razionali: in fondo l’ha scritto una scienziata laureata ad Harvard, e se lo dice lei che non bisogna stare a spaccare il capello in quattro, per essere felici…