Maurizio Cucchi, il venerdì di Repubblica 26/8/2011, 26 agosto 2011
UN PO’ AVVILITO DEVO CONFESSARLO: IL GENIO DI ALLEVI NON LO CAPISCO
Mi ha salvato YouTube! Da tempo, infatti, vedevo trionfare quel volto di ragazzino, quella cascata di riccioli neri sulla fronte e gli occhiali, e quel sorrisetto finto ingenuo ed ammiccante. Parlo, per chi non se ne fosse ancora accorto, di Giovanni Allevi, che poi ragazzino non è proprio, visto che, se non sbaglio, ha già passato i quarant’anni. Amo la musica; da ascoltatore, si capisce, e non da intenditore vero. Però la ascolto sempre con passione e così, di fronte a tanto pubblico risalto, avevo deciso di comperare dei dischi di Allevi per capire che musica facesse, per sentirmi aggiornato e in grado di esprimere un parere personale motivato. Senonché, proprio in quel periodo, mi era capitato di dover utilizzare YouTube alla ricerca delle scene di un film (Sotto il vulcano) che non riuscivo a trovare in cd. E allora mi sono detto: perché non istruirmi preventivamente su Allevi, su questo piccolo portento che dicono faccia una musica seria, una musica colta, essendo anche acclamato dalle folle?
Mi sono messo allora di buzzo buono, perché YouTube ci propone svariate esecuzioni del simpatico ricciolone. Inizio con un brano che si chiama Secret Love e vedo il nostro in maglietta nera agitarsi, romanticamente ispirato, sul nobile strumento, facendo svolazzare l’artistica capigliatura. Sento un grondare di note, un dolciastro e vacuo stillicidio sonoro, che francamente mi parrebbe più utile all’accompagnamento di un giretto in giostra.
Pazienza, mi dico, sono uno sciocco, non capisco il genio. Allora digito su Back to Life. Anche qui, devo dire, rimango più che perplesso. Mi sembrano suoni da sottofondo, musica da ascensore o da barbiere. Non amo il rock e affini. Sono stato un ragazzo che (confesso sentendomi colpevole) non amava né i Beatles né i Rolling Stones, neppure loro... Ma, francamente, il leggiadro Allevi mi sembra anche peggio di certa musica d’oggi, che generalmente definisco "musica per incudine e martello". Mi sento un po’ avvilito, mi scopro incapace di comprendere il fenomeno, e mi muovo, speranzoso, su altri prodotti dell’insigne maestro. Ecco allora Come sei veramente oppure Go with the Flow e, se non ricordo male, Ossessione. A un certo punto, non poco stupefatto, mi fermo. Apro il giornale, mi trovo davanti a tutta pagina la foto del fulgido musico con l’elenco dei suoi concerti estivi e provo un ulteriore senso di inadeguatezza. No, non capisco il genio, lo ammetto. Ma almeno, grazie a YouTube, mi sono risparmiato il vano acquisto dei suoi dischi, che la mia povera mente non avrebbe saputo sopportare...