Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 26 Venerdì calendario

Sarcina Giuseppe

• Milano 7 febbraio 1962. Giornalista. Del “Corriere della Sera” • «[...] nel suo percorso di lavoro si è occupato principalmente di economia, sempre per il Corriere della Sera, ed è stato anche responsabile dell’inserto Corriere Economia. Ha coperto per molti anni come corrispondente la sede di Bruxelles e ha cominciato a lavorare come inviato [...] seguendo l’inizio della “primavera araba” segnato dalla rivolta tunisina [...]» (Alessandra Baduel, “la Repubblica” 25/8/2011) • Il 24 agosto 2011 a Tripoli fu sequestrato da un gruppo di uomini fedeli a Gheddafi insieme ai colleghi Elisabetta Rosaspina, Domenico Quirico e Claudio Morici (furono liberati dopo 24 ore) • «[...] Caricati a forza su un pick-up sporco di sangue, i quattro italiani e l’autista sono stati portati via solo per pochi metri. Poi il fuoristrada si è fermato, l’autista libico è stato strappato fuori. [...] È stato il passaporto con su scritto Zintan a costare la vita al giovane. Veniva dal feudo dei ribelli. I fedelissimi del colonnello l’hanno ucciso a freddo con una sventagliata di kalashnikov. Gli italiani sono stati portati in una strada chiusa del quartiere, dove subito si è riunito un centinaio di persone urlanti. Non c’era nemmeno un comandante, tutti gridavano, qualcuno sparava in aria, qualcuno per terra. [...] È stato quello il momento decisivo, quando sono intervenuti “gli angeli”, come li chiama Sarcina: diversi civili, fra cui due giovani sulla ventina, hanno fermato i miliziani più accaniti, li hanno convinti a portare i prigionieri davanti a un alto ufficiale, perché decidesse della loro sorte. I quattro sono stati rinchiusi in un garage seminterrato. [...] Poi i due giovani, evidentemente legati ai clan più potenti, hanno utilizzato l’influenza tribale per raffreddare gli animi, sono riusciti a ottenere di trasferire i prigionieri nella casa di uno dei due: “Lì la musica è cambiata, siamo diventati ospiti. Ci hanno offerto il caffè, da mangiare, ci hanno dato persino un letto per dormire. Ma io non sono riuscito a chiudere occhio”, racconta Sarcina. Alla fine i due ragazzi sono riusciti a trovare la via d’uscita: caricati su un camion gli italiani, lentamente, con un lungo giro, li hanno portati all’hotel Rixos, controllato dai ribelli. Anche qui, evidentemente, i legami familiari sono serviti ad evitare uno scontro. [...] A quel punto, liberi e ospiti dei ribelli, i quattro ex prigionieri sono diventati anch’essi oggetto di giubilo, in una sfilata per ogni posto di blocco, con i ragazzi a fare la V di Churchill. Ma non c’era gioia, il pensiero tornava a Mahdi, ucciso a freddo. E anche ai due liberatori. [...]» (“la Repubblica” 26/8/2011) • Vedi anche MONICI Claudio, QUIRICO Domenico, ROSASPINA Elisabetta.