Varie, 26 agosto 2011
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Rosaspina Elisabetta
• Milano 8 dicembre 1957. Giornalista. Del “Corriere della Sera” • «[...] concluso il suo periodo di corrispondente da Madrid [...] è tornata nella redazione di via Solferino con la qualifica di inviata, che aveva già coperto in passato seguendo, fra gli altri avvenimenti, la guerra in Libano, il conflitto palestinese e la strage di Beslan in Russia. [...]» (Alessandra Baduel, “Corriere della Sera” 26/8/2011) • Il 24 agosto 2011 a Tripoli fu sequestrato da un gruppo di uomini fedeli a Gheddafi insieme ai colleghi Claudio Monici, Domenico Quirico e Giuseppe Sarcina (furono liberati dopo 24 ore) • «[...] Caricati a forza su un pick-up sporco di sangue, i quattro italiani e l’autista sono stati portati via solo per pochi metri. Poi il fuoristrada si è fermato, l’autista libico è stato strappato fuori. [...] È stato il passaporto con su scritto Zintan a costare la vita al giovane. Veniva dal feudo dei ribelli. I fedelissimi del colonnello l’hanno ucciso a freddo con una sventagliata di kalashnikov.Gli italiani sono stati portati in una strada chiusa del quartiere, dove subito si è riunito un centinaio di persone urlanti. Non c’era nemmeno un comandante, tutti gridavano, qualcuno sparava in aria, qualcuno per terra. “Chissà, forse la mia presenza ha fatto arrabbiare ancora di più i gheddafiani”, dice la Rosaspina del Corriere, unica donna del gruppo, ancora incredula di essere viva. Ma forse è vero il contrario: probabilmente la sua presenza è servita a “spiazzare” i più arrabbiati. È stato quello il momento decisivo, quando sono intervenuti “gli angeli”, come li chiama Sarcina: diversi civili, fra cui due giovani sulla ventina, hanno fermato i miliziani più accaniti, li hanno convinti a portare i prigionieri davanti a un alto ufficiale, perché decidesse della loro sorte. I quattro sono stati rinchiusi in un garage seminterrato. [...] Poi i due giovani, evidentemente legati ai clan più potenti, hanno utilizzato l’influenza tribale per raffreddare gli animi, sono riusciti a ottenere di trasferire i prigionieri nella casa di uno dei due [...] Alla fine i due ragazzi sono riusciti a trovare la via d´uscita: caricati su un camion gli italiani, lentamente, con un lungo giro, li hanno portati all’hotel Rixos, controllato dai ribelli. Anche qui, evidentemente, i legami familiari sono serviti ad evitare uno scontro. [...] A quel punto, liberi e ospiti dei ribelli, i quattro ex prigionieri sono diventati anch’essi oggetto di giubilo, in una sfilata per ogni posto di blocco, con i ragazzi a fare la V di Churchill. Ma non c’era gioia, il pensiero tornava a Mahdi, ucciso a freddo. E anche ai due liberatori. [...]» (“la Repubblica” 26/8/2011) • Vedi anche MONICI Claudio, QUIRICO Domenico, SARCINA Giuseppe.