Marco Castoro, ItaliaOggi 26/8/2011, 26 agosto 2011
LE SIGARETTE ILLEGALI SOTTRAGGONO MEZZO MILIARDO ALLE CASSE STATALI
Il giro di affari delle sigarette vendute in Italia ha un fatturato annuo di circa 17 miliardi di euro. Di questo ricavato circa il 75% entra nelle casse dello Stato, di cui il 58,5% per l’accisa e il 16,5% di Iva. In pratica ogni pacchetto di sigarette venduto frutta il 10% della somma al tabaccaio, il 15% al produttore (su cui gravano le spese della distribuzione) e il restante 75%, nei modi in cui abbiamo già visto, va allo Stato che però, a causa del contrabbando e della contraffazione, perde ogni anno mezzo miliardo di euro.
Nel rapporto Nomisma si legge che nel 2010, l’attività dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di quasi 64 milioni di sigarette con contraffazione del marchio. Si devono poi aggiungere quasi 20 tonnellate di tabacco sfuso requisito alle frontiere italiane. Il 98% dei pacchetti è stato sequestrato nei porti, mentre il tabacco sfuso scoperto dall’Agenzia delle dogane prevalentemente negli aeroporti (77,5% di kg sequestrati nel 2010).
Il mercato illegale delle sigarette in Italia nel 2010 rappresentava il 3,4% del mercato legale: circolavano circa 2,8 miliardi di sigarette illegali. Questo mercato in Italia è stimabile in oltre 651 milioni di euro, corrispondenti al 3,6% delle vendite complessive realizzate sul territorio nazionale.
La componente delle sigarette contraffatte incide per lo 0,5% sulle vendite legali e ammonta a quasi 95 milioni di euro.
Il valore medio annuo delle sigarette di contrabbando è invece di circa 495 milioni. La contraffazione e il contrabbando sono fonte di danni per il bilancio dello Stato che subisce una perdita erariale dovuta al mercato illegale delle sigarette pari a circa 485 milioni di euro. La contraffazione, in particolare, sottrae all’erario ogni anno circa 70 milioni di euro.
Quindi in tempi di manovra correttiva va detto che lo Stato combattendo l’illegalità delle sigarette potrebbe recuperare mezzo miliardi di euro. E l’Europa cosa fa? Allo studio c’è la possibilità di uniformare i pacchetti di sigarette in un involucro bianco con le scritte sui danni provocati dal fumo e con il solo brand delle multinazionali che li producono. Una soluzione che renderebbe ancora più facile la contraffazione. Per i falsificatori non ci sarebbe bisogno nemmeno di perdere tempo a riprodurre i vari colori e disegni che contraddistinguono gli attuali pacchetti. Senza considerare poi che nel tabacco (o presunto tale) illecito, una volta analizzato, è stato trovato di tutto, dai peli di topi a residui organici di ogni genere.
Nel mondo, la contraffazione è la categoria di traffico illegale che sta crescendo più rapidamente. Ogni anno sono oltre 2000 i sequestri internazionali con circa 3,5 miliardi di sigarette illegali.
Oltre l’89% dei sequestri doganali realizzati a livello mondiale e l’85% delle confische di sigarette avvengono in Europa. La Cina è il paese da cui proviene la maggior parte delle sigarette sequestrate. Secondo Euromonitor International per il 2014 si stima un mercato mondiale di circa 516,7 miliardi di sigarette illecite, che peserà per l’8,9% sul mercato di quelle autentiche. Le previsione per il 2014 segnalano una crescita pari al 5,6% del numero di sigarette illecite presenti sul mercato internazionale.
Sempre secondo Euromonitor International, il valore di un pacchetto medio di sigarette a prezzo pieno è di 2,03 dollari a fronte di un prezzo più che dimezzato (0,77 dollari) per la corrispondente confezione di prodotto illegale. Sulla base di questi dati, il valore complessivo delle sigarette illecite nel mondo è stimato in 20,1 miliardi di dollari, mentre la perdita di imposte per gli stati ammonta a 40 miliardi di dollari. Considerando la tassazione che grava su questi prodotti, il danno che deriva dal traffico illecito di sigarette (in termini di minori entrate per i governi) è stato valutato in 40,5 miliardi di dollari.