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 2011  agosto 26 Venerdì calendario

L’ULTIMO PLAGIO SCANDALIZZA PARIGI MA DUE PAGINE NON SONO UNA CARRIERA

Viviamo nella cultura del copia-e-incolla, molti se ne approfittano sperando di passare inosservati e l’accusa di plagio è all’ordine del giorno. L’ultima l’ha subita niente meno che Joséph Macé-Scaron, direttore del mensile parigino Magazine Littéraire, direttore aggiunto del settimanale Marianne, animatore del programma «Jeux d’épreuves» su France Culture, critico e cronista letterario radiofonico e televisivo. Insomma, non certo il primo arrivato. Tanto meno se si pensa che il suo ultimo romanzo, Ticket d’entrée (pubblicato da Grasset), oltre a godere di un successo non indifferente e a raccogliere recensioni entusiastiche, ha vinto il prestigioso Prix de la Coupole (dal nome della celebre brasserie di Montparnasse). Il libro, una sorta di brillante commedia umana ambientata nel mondo dell’informazione, contiene due pagine sospette: anzi, più che sospette, se è vero, come dimostra l’«osservatorio» online Acrimed, che riproduce pari pari alcuni passi del romanzo American rigolos, dello scrittore americano Bill Bryson, uscito nel 2003 in traduzione francese da Payot. Il confronto non lascia dubbi: un classico copia-e-incolla, una citazione priva di virgolette. Lo ha riconosciuto lo stesso Macé-Scaron: ho commesso una stupidaggine (il francese connerie può essere tradotto anche diversamente). E a onor del vero, nella sua biografia in Wikipedia, il giornalista-scrittore si è subito precipitato a inserire un accenno all’affaire, dichiarando, con involontaria comicità, che le due pagine «sono occasionalmente ispirate a...».
Insomma, ne è venuto fuori un caso letterario, su cui si è scomodato anche Le Monde. Ma basteranno due paginette peraltro insignificanti su 332 (forse altrettanto insignificanti) a bollare il romanzo con l’onta del plagio? Pochi passi occasionalmente ispirati a...? O inavvertitamente ricopiati da...? O volontariamente adattati da...? La giurisprudenza del plagio dovrà pur fare i conti con le coordinate della quantità e della qualità. E magari con il mainstream del copia-e-incolla, a volte da punire come una pessima abitudine, ma a volte innocente come un riflesso automatico. Senza dimenticare che ogni vile copia-e-incollatore avrà sempre un eroico cerca-e-trovatore pronto a stanarlo.
Paolo Di Stefano