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 2011  agosto 26 Venerdì calendario

MARRA: SEGRETARIO DEL QUIRINALE, NON MI STIPENDIA IL CONSIGLIO DI STATO

Gentile Direttore,
nell’articolo di Milena Gabanelli e Bernardo Iovene pubblicato sul «Corriere della Sera» con il titolo «Quei super dirigenti statali pagati con un doppio stipendio» e il sottotitolo «lo scandalo dei fuori ruolo» si fa anche specifico riferimento agli emolumenti da me percepiti nella qualità di Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Senza entrare nel merito del problema più generale affrontato nell’articolo, devo precisare che all’atto della nomina sono stato collocato dal Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo senza assegni. Pertanto non percepisco alcuno stipendio a carico del Consiglio di Stato, ma mi viene corrisposto dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica un unico stipendio, onnicomprensivo, parametrato alla posizione di Consigliere di Stato e integrato da una indennità di funzione. Al di là di tali doverose precisazioni formali, non le sembra che — diversamente da quanto adombrato nell’articolo, anche alla luce del sottotitolo — il suindicato compenso, che ammonta al netto delle ritenute fiscali e previdenziali ad euro 294.315 in ragione d’anno (prescindendo dall’ulteriore prelievo del contributo di solidarietà, puntualmente applicato nell’ordinamento interno) possa e debba essere considerato adeguato alla complessità e delicatezza delle funzioni proprie del Segretario generale della Presidenza della Repubblica? Sarebbe dunque opportuno fornire ai lettori informazioni meno generiche, evitando così il rischio di costruire acriticamente una categoria fuorviante di «casta» e di alimentare polemiche indiscriminate nei confronti delle istituzioni e dei relativi apparati.
Con viva cordialità
Donato Marra

I numeri sono stati forniti dall’ufficio stampa del Consiglio di Stato e fanno riferimento a dicembre 2010, non ci risulta che la prassi sia cambiata, e sono i seguenti: «Nel corso del 2009 il consigliere Donato Marra ha percepito quale Segretario generale del Quirinale il compenso annuo lordo di 542.439 euro di cui 189.926 a titolo di stipendio quale Consigliere di Stato e 352.513 a titolo di indennità di funzione». Se poi si traducono in 294.315 netti lo dice lei e sarà sicuramente vero (calcolando anche la riduzione del 10 per cento che da quest’anno viene applicata sugli stipendi dei dirigenti pubblici). In merito al fatto che sia una cifra adeguata alla carica che svolge, questo noi non lo sappiamo. Possiamo solo ribadire che è immorale prendere uno stipendio per un mestiere che non si fa, e che a puro titolo di parametro il capo del governo spagnolo ha uno stipendio annuo di 80.000 euro netti e il Segretario di Stato di 67.000.
Milena Gabanelli
Bernardo Iovene