varie, 25 agosto 2011
UDB PER IL SOLE DEL 28/8 CON SCARTI
Poesia Paolo Conte in vita sua ha letto pochissimi romanzi. «Nessun personaggio mi ha mai particolarmente colpito. Fin da adolescente prediligevo la poesia, in particolare i novecentisti italiani». [1]
Idiota Ultimo libro letto da Vasco Rossi: L’idiota di Dostoevskij. [2]
Capolavori Il nuovo capolavoro della letteratura secondo Antonio D’Orrico («e non segue dibattito») è Tu sei il male dell’esordiente cinquantanovenne Roberto Costantini. La storia: il commissario di polizia Balestrieri, mussoliniano, donnaiolo, amante delle auto, si lascia sfuggire un omicidio per vedere la finale dei Mondiali ’82. Dopo 24 anni, durante la finale dei Mondiali di Germania, la madre della ragazza uccisa si getta dal balcone e il caso si riapre. [3]
Classifica Come vendere un milione di copie e vivere felici, il primo romanzo di D’Orrico, è al 30.716° posto nella classifica di Amazon. [4]
E-book Barnes and Nobles vende tre volte più e-book che libri cartacei e Amazon vende ormai 242 e-book per ogni 100 libri di carta. [5]
Pennello «Che piacere disegnare la copertina per il libro di un autore giapponese classico: due colpi di pennello» (Guido Scarabottolo, illustratore, art director Guanda). [6]
Bianche Alberto Mondadori nella sua ultima casa, a Venezia, aveva la biblioteca piena di libri finti, le pagine completamente bianche. [7]
Giornalisti «Ogni mese un giornalista entra nel mio ufficio e mi chiede un anno sabbatico per scrivere un libro. [...] Scrivono libri di guerra, libri di spie, libri sulla diplomazia, libri sul baseball, sulla Cina e persino sul basket in Cina. [...] Poi ci sono i libri di cucina, di viaggi, di giochi e di cinema. Per non dimenticare un libro che spiega la lingua inglese, un libro che spiega la lingua francese e una serie di biografie e memorie (La mia giovinezza in Alabama, la mia giovinezza in Liberia, La mia giovinezza da cattolico)» (Bill Keller, direttore del New York Times). [8]
Scrittori Lo scrittore che ha guadagnato di più in America nell’ultimo anno è James Patterson: 84 milioni di dollari. Nella classifica, appena pubblicata da Forbes, seguono Danielle Steel con 35 milioni e Stephen King con 28 milioni. [9]
Poveri «Molti critici vivono ancora con il pregiudizio che artisti e scrittori di talento debbano essere poveri in canna e possibilmente morire giovani» (Marc Levy, lo scrittore francese più letto al mondo, dieci bestseller tradotti in 42 lingue che hanno venduto 23 milioni di copie). [10]
Poeti Italiani che scrivono poesie nel tempo libero: 300mila. [1]
Copie «Una volta, ero ragazzo, incontro Montale e lui mi confida: “Sai, io vendo un duemila copie... ma in dieci anni”. Dopo il Nobel, nel ’75, le copie diventarono 50mila. È l’effetto mediatico, lo stesso che ha fatto di Alda Merini un fenomeno» (Nicola Crocetti, fondatore della rivista “Poesia”, che vende 14mila copie in edicola). [1]
Soldi «Scrivo quando non ho più soldi. Allora scrivo anche su committenza, per un matrimonio o per un funerale» (Alda Merini). [11]
Pensiero «L’alto ricetto del pensiero», la meditazione filosofica «nel lessico della poetessa De Monticelli». [12]
Pregiudizio Cime tempestose (autrice Emily), Jane Eyre (Charlotte), Agnes Grey (Anne): i tre romanzi delle sorelle Brontë furono pubblicati nel 1847 con gli pseudonimi maschili Currer, Ellis e Acton Bell. «Davamo per certo che alle autrici si guardasse con pregiudizio» (Charlotte). [13]
Fiorellini La passione di Roberta De Monticelli per le calze a rete, gli stampati a fiorellini e il gioiello etnico. [12]
Poesie. «Le fiche si cuciono su misura / e al sarto gli si dice / Mi ci metta una fodera di seta / e non metta bottoni / tanto la porterò slacciata» (Jana Cerná in un libro dal titolo In culo oggi no).[14]
[1] Abbiati, Giornale 21/8; [2] Giordano, Giornale 19/8; [3] D’Orrico, Corriere 25/8; [4] www.amazon.it; [5] Franceschini, Repubblica 25/8; [6] manifesto 24/8; [7] Bono, Repubblica 23/8; [8] Fatto 24/8; [9] Persivale, Corriere 18/8; [10] Farkas, Corriere 20/8; [11] Catalogo dei viventi 2009, Marsilio; [12] Mancuso, Foglio 23/8; [13] Mancuso, Foglio 20/8; [14] Foglio 25/1/2010.
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Locke. John Locke, da Louisville, Kentucky, il primo scrittore indipendente a vendere un milione di e-book. Due anni fa si è autopubblicato il primo libro usando il Kindle Direct Publishing. I suoi romanzi western e thriller costano 99 cent a copia. Nell’ultimo anno ha guadagnato 350mila dollari, con otto titoli nella Top 50 di Amazon (Vitulli, Giornale 23/8).
Necessario. Riccardo Cavallero di Mondadori ha fatto sapere che presto anche Segrate si lancerà nell’autopubblicazione: «Nel prossimo futuro, un editore che non sarà coinvolto nel self-publishing non avrà autori». Su Affaritaliani.it gli ha risponde Stefano Mauri (Gruppo Gems): «Se uno pensa che il lavoro dell’editore sia prendere un manoscritto e pubblicarlo così com’è fa bene a ritenere di non essere più necessario in futuro» (Baudino, Stampa 19/8).
Gride. «Quanto alle gride, quelle manzoniane sono il plurale di grida, le grida sono il plurale di grido. E’ più o meno quanto resta, ammesso che resti, agli scolari italiani dei “Promessi Sposi” dell’obbligo». (Sofri, Foglio 19/8).
Imbarazzo. «Sulla Poesia io condivido l’opinione di quel grandissimo critico letterario che fu Emilio Cecchi, il più grande e autorevole di tutti, il quale in gran segreto mi diceva: “La poesia, secondo me, è una cattiva azione perché ti mette quasi sempre in imbarazzo. Mentre di una pagina di prosa mi basta leggere cinque righe per capire se vale la pena di continuare o no, una poesia ti pone sempre di fronte a questa domanda: E se sono io che non capisco?”» (Indro Montanelli) (Corriere 23/12/1997).
I puntini su Brontë: servono per indurre gli anglofoni a pronunciarlo come la cittadina siciliana di Bronte. Il padre delle scrittrici aveva cambiato il cognome Prunty in onore dell’ammiraglio Nelson che era duca di Bronte. (Mancuso, Foglio 20/8)
«Sono stufo, stufo, stufo, e mando trecento volte al diavolo le mogli e i mariti, e giuro che l’abolizione del matrimonio è la riforma sociale più necessaria più logica più indispensabile, e che solamente per quella bisognerebbe fare la rivoluzione» (Giosuè Carducci all’amante Lidia). (Di Stefano CdS 23/8)
«Una copertina deve piacere: all’art director (se c’è), al direttore editoriale, all’autore, all’agente dell’autore, (molto probabilmente anche al partner dell’autore), al marketing, all’editore, al distributore (e agli agenti del distributore), ai librai. È utile poi che piaccia anche alle «relazioni pubbliche», alla redazione, ai tecnici coinvolti (ufficio tecnico, fotolitisti, tipografi). E dopo tutto è bene che piaccia anche al lettore» (Guido Sacarabottolo) (manifesto 24/8)